


CAPENA - Tra qualche giorno, per le vie di Capena, si svolgerà la festa più sentita e seguita dai capenati, la Processione dell’Incontro. Questo evento trova le due origini antiche nelle feste dedicate a Maria, attestando l’uso della processione sin dai tempi di papa Sergio I. Lo svolgersi di una processione, durante la notte tra il 14 e il 15 agosto, è documentata a Roma già durante il pontificato di Leone IV, durante la quale veniva trasportata l’immagine del SS. Salvatore Acheropita.
Ed è proprio da questo culto che si diffusero i dipinti raffiguranti il SS. Salvatore nei territori che circondavano la città di Roma e in tutto il Lazio in generale. Ed è grazie a questo che nasce l’antica tradizione della Processione dell’Incontro, dove è presente un’immagine di SS. Salvatore, rappresentato in trono e benedicente nel Trittico di Antonio da Viterbo, del 1451.
A Capena, la tradizionale festa è caratterizzata da una corsa attraverso cui vengono fatte incontrare le immagini di Cristo e della Madonna, trasportate all’interno di macchine utilizzate per la processione e in legno dorato costruite nella prima metà dell’800. La sera del 13 agosto il SS. Salvatore viene trasportato dagli Incollatori nel Palazzo dei Monaci, dove viene controllato tutta la notte dai fedeli. Mentre durante la sera del 14 agosto due cortei partono dalle parti opposte del paese, rispettivamente SS. Salvatore dal Palazzo dei Monaci e quello della Madonna delle Grazie, fino ad arrivare alla chiesa di Sant’Antonio Abate dopo una emozionante corsa che termina con l’incontro delle macchine e l’abbraccio degli incollatori.
La Processione dell’Incontro e specialmente gli Incollatori di Capena rappresentano un gemellaggio con la città di Viterbo e con il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa. Infatti, durante marzo 2024, presso il Santuario Chiesetta della Madonna delle Grazie a Viterbo si è sancito un gemellaggio importante tra i Fratelli Incollatori di Capena e il Sodalizio Facchini di Santa Rosa, che mette in luce ancora di più la similarità della due feste e il grande amore che, sia i Facchini, sia gli Incollatori hanno per il trasporto delle rispettive macchina, ma anche per la grande fede che li rappresenta.