

di Roberto Pomi
VITERBO - Isole di prossimità viterbesi, siamo sicuri che siano realizzate con tutti i crismi? Vero e proprio tallone di Achille del sistema di raccolta rifiuti locale rimangono impresse per la maniera approssimativa e superficiale con cui sono state realizzate.
Se ne contano una cinquantina, spalmate su quattro zone. Ognuna comprende due campane di raccolta, una per il vetro e l’altra per carta e cartone; dei cassonetti per la plastica e per il ferro e altri per l’indifferenziata.
Abbiamo spulciato i regolamenti in materia di diversi comuni italiani. Così viene descritta un’isola di prossimità da Nord a Sud del Bel Paese: 1) devono essere posizionate in piano e dotate di pavimentazione e canalizzazione delle acque piovane; 2) si prevede una recinzione, alta almeno due metri; 3) si prevede una copertura per evitare l’introduzione di rifiuti non autorizzati e che l’acqua piovana entri in contatto con i rifiuti rischiando di portare nei terreni sostanze inquinanti; 4) sistemi d’illuminazione e apposita cartellonistica esplicativa su come posizionare i rifiuti; 5) un sistema di videosorveglianza continua, con registrazione, per evitare atti vandalici.
C’è anche chi prevede l’accesso all’area disciplinato attraverso schede magnetiche, che riconoscono l’utente e verificano se sta scaricando rifiuti nell’isola di prossimità corretta. Ce ne sono di attrezzate con pesatori, ma solo nei comuni virtuosi che hanno introdotto sistemi d’incentivazione della differenziata facendo pagare i cittadini in base ai rifiuti conferiti.
E a Viterbo città? Quali di questi requisiti sono applicati? La risposta è evidente: nessuno o quasi. Le isole di prossimità viterbesi somigliano tanto a discariche abusive, o qualcosa sul genere.
Palazzo dei Priori e Viterbo Ambiente dovrebbero pensare a metterci mano. La raccolta porta a porta nelle zone periferiche e scarsamente abitate potrebbe essere evitata. Certo per farlo è necessario entrare nel futuro e fare come in tantissimi altri comuni. Le isole di prossimità viterbesi sono una vergogna bella e buona. Uno scandalo da risolvere subito, senza darsi ulteriori alibi.