ANNO 16 n° 274
Canto partigiano
''Strumentalizzazione''
''No, una gaffe e basta''
06/11/2015 - 09:18

VITERBO – Strascichi di polemica dopo il canto partigiano (''Fischia il vento, urla la bufera'') fatto intonare ai bambini della scuola elementare Pio Fedi di Grotte Santo Stefano in occasione della festa delle Forze Armate. E del relativo video postato dalla vicesindaco di Viterbo Luisa Ciambella sul suo profilo Facebook.

Dopo gli attacchi del centrodestra – anche a livello regionale –, il tentativo di metterci una pezza da parte della stessa Ciambella (''I valori della Resistenza sono i fondamenti del nostro Paese''), ecco che anche il consigliere comunale di Grotte Santo Stefano, Marco Volpi (Pd) prova a smorzare i toni: '' Leggo con stupore che partendo da un singolo frammento, da un minuto di video si siano imbastite sterili polemiche politiche su una riuscitissima commemorazione del 4 novembre a Grotte S.Stefano. E' evidente che gli ignari commentatori, non avendo partecipato e non avendo ascoltato i pensieri, le poesie recitate dai bambini, non abbiano colto il senso di una manifestazione che ricordava e commemorava le forza armate, i caduti per l'Italia, per la sua unità nazionale, indipendenza, libertà. Una commemorazione che partiva dal ricordare la guerra per auspicare ad un mondo di pace, questo l'intento lodevole cercato, e credo ampiamente raggiunto dai ragazzi della scuola elementare Pio Fedi di Grotte S.Stefano. A loro va il mio personale apprezzamento insieme alla solidarietà agli insegnanti per le strumentali polemiche e pressioni a cui sono stati ingiustamente sottoposti''.

Sulla storia – più o meno con la maiuscola – interviene anche Casapound. Con parole che vanno in tutt'altra direzione: ''Rispondendo alla lezioncina di storia di Luisa Ciambella riteniamo sia invece estremamente fuoriluogo cantare una canzone partigiana il 4 Novembre. C'è eccome un forte antagonismo tra gli eroi italiani che combatterono nel primo conflitto mondiale ed i partigiani. Basti pensare che la quasi totalità di quelli che poi diedero vita alla resistenza antifascista furono fieri disertori nella grande guerra, se non addirittura in diversi casi sabotatori. Mentre coloro che si distinsero tra le trincee e le prime linee, per coraggio e sprezzo del pericolo, andarono, dopo la nascita degli Arditi d' Italia, a costituire le fila, nella loro quasi totalità salvo una minoritaria parte, dei Fasci di combattimento mussoliniani. Riavvolgendo gli eventi appare chiaramente quale fu il fronte interventista più fervente e quale quello neutralista, non possono esserci fraintendimenti. Lo stesso Mussolini fu cacciato dal partito socialista perchè favorevole all'intervento. Dai Ciambella, hai fatto una gaffe ammettilo, sbagliando canzoncina pensando forse di festeggiare il 25 Aprile. O magari si è confusa la scuola. Ci può stare, in fondo la storia la conosciamo tutti, ma forse qualcuno avrebbe bisogno di una buona ripassata''.






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