ANNO 16 n° 274
Canepina ricorda i morti del bombardamento del 1944
Centoquindici morti e un numero imprecisato di feriti, distruzione e dolore
08/06/2011 - 14:47

Centoquindici morti e un numero imprecisato di feriti, distruzione e dolore: questo avvenne a Canepina alle 18.43 del 5 giugno 1944 quando il paese fu bombardato dagli aerei alleati che cercavano di fermare la ritirata dell’esercito inglese. Come ogni anno il ricordo è stato tenuto vivo, con una cerimonia che ha visto la presenza di oltre trecento persone, tra cui i testimoni diretti dell’evento. Alle 17.45 un corteo guidato dal sindaco Maurizio Palozzi ha raggiunto via Porta Piagge, dove alcuni anni fa i ragazzi dell’Istituto comprensivo disegnarono delle scene di vita quotidiana prima del bombardamento.

La delegazione si è poi spostata nell’ex Chiesa di San Giovenale, andata completamente distrutta e mai più ricostruita: nel 1944 si salvò solo un’immagine della Madonna che ora è conservata nella Chiesa di Santa Maria Assunta.

Prima della messa il sindaco e Riccardo Poli, presidente del Comitato per le vittime del bombardamento, hanno scoperto una lapide con le foto delle vittime (per quelle di cui non è stato possibile reperire la foto sono stati incisi i nomi). Molto partecipata la funzione religiosa, concelebrata dal vescovo emerito di Albano monsignor Dante Bernini e dal parroco di Canepina don Mario Zanasi. Monsignor Bernini nella sua omelia ha insistito sull’importanza della memoria perché “solo guardando al passato si può costruire il futuro” e sulla necessità di promuovere incessantemente una cultura della pace. “Per la nostra comunità – ha spiegato Palozzi – questo è sempre un giorno molto triste e noi abbiamo il dovere di ricordarlo. Le giovani generazioni devono sapere che 115 canepinesi innocenti morirono e si sacrificarono per la libertà”.






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