ANNO 16 n° 272
Cancro, il Covid determina 2 milioni in meno di screening
05/02/2021 - 10:31

di Massimiliano Morelli 

Nel 2020 sono stati effettuati due milioni di screening in meno contro i tumori e questo potrebbe originare un aumento della mortalità. In occasione della Giornata mondiale contro il cancro, che si è celebrata ieri, l’Associazione italiana di oncologia medica ha presentato lo stato dell’arte in Italia riguardo i tumori, sottolineando come negli ultimi anni i passi avanti fatti sul fronte delle cure siano stati comunque ragguardevoli. La pandemia ha però rallentato esami e terapie. Sono calate nei primi nove mesi dello scorso anno le diagnosi di tumore della mammella (2.793 in meno) e del colon-retto (1.168 in meno). E ovviamente gli effetti della pandemia non si sono sentiti solo nel nostro Paese. Secondo l’ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità, che ha registrato interruzioni nei servizi oncologici in un terzo dei Paesi del Vecchio Continente, si prevede per esempio come nel Regno Unito i ritardi nella diagnosi e trattamento potrebbero portare a un aumento del 15% dei decessi per cancro del colon-retto e del 9% per cancro al seno nei prossimi cinque anni. Le statistiche analizzano anche il dato della sopravvivenza. Secondo i dati diffusi da Aiom, sono state stimate in Italia 377.000 nuove diagnosi di tumore (circa 6.000 casi in più del 2019), almeno un paziente su quattro (quasi un milione di persone) è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito. E si registra un aumento della sopravvivenza del 37% nell’arco di dieci anni, frutto delle cure e della ricerca oncologica. In Italia, oggi, 3,6 milioni i cittadini sono vivi dopo la diagnosi di cancro.

 

 






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