ANNO 16 n° 274
Camusso: «Impegnati nel confronto ma c'č il rischio di tensioni sociali»
10/03/2012 - 09:48

«Noi siamo impegnati nel confronto» ma «se il governo è in cerca dello scalpo dei licenziamenti più facili bisogna immaginarsi una tensione sociale di lungo periodo, che non è nell'interesse del paese». Susanna Camusso non ha dubbi a riguardo.

Anche da New York, dove è impegnata con la Commissione sullo Status delle Donne, la numero uno della Cgil guarda ai problemi italiani, e in particolare alla manifestazione della Fiom di venerdì, durante la quale il segretario confederale, Vincenzo Scudiere, è stato accolto anche con fischi. «La risposta al governo - spiega in un'intervista all'agenzia Ansa - non è in una fiammata ma bisogna immaginarsi una tensione sociale di lungo periodo, che non è oggi nell'interesse del paese. È difficile dire se si è ottimisti o pessimisti».

«Allargare la copertura degli ammortizzatori sociali è il nostro obiettivo ma senza risorse non è realizzabile», ribadisce la leader della Cgil. E proprio gli ammortizzatori sono uno dei temi che hanno incentivato la manifestazione della Fiom, evento che ha mostrato «una priorità evidente, quando il più grande gruppo di metalmeccanici del nostro paese viene tenuto fuori. Il problema è quello della democrazia e del contratto nazionale di lavoro da rinnovare. Con l'aggravante determinata dalle incertezze sul piano industriale» della Fiat. Un problema italo-americano, sottolinea Camusso, ribadendo che chi si trova negli Stati Uniti «conosce bene i messaggi che vengono regolarmente dati dalla Fiat. A incentivare la manifestazione è stato il tema degli ammortizzatori sociali e non di licenziamenti più facili, con buona pace di coloro che invece li vedono come una ricetta per far crescere il lavoro».

«Il messaggio che deve arrivare, e credo sia arrivato al governo - continua ancora - è che noi siamo impegnati nel confronto sul mercato del lavoro, anche per quanto riguarda gli elementi di cambiamento. Allargare la copertura degli ammortizzatori sociali è il nostro obiettivo». Altra priorità per il leader della Cgil è ridurre la precarietà: «in ragione dell'interesse del paese non si può pensare che si cancellino i diritti dei lavoratori. E quindi bisogna ricostruire un nuovo equilibrio, che è quello che faccia diventare la tutela della precarietà un interesse generale». «Non è riproducibile un modello come quello utilizzato per le pensioni, con il quale si toglie a chi ha, e non si dà nulla a chi verrà», spiega sottolineando chiaramente di non considerare conclusa la partita delle pensioni.

Corriere.it






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