ANNO 16 n° 274
Campionato Serie A - ''Senza contratto non si gioca''
08/08/2011 - 10:21

«Senza la firma dell'accordo collettivo, non è possibile cominciare un nuovo campionato». È il messaggio lanciato dalle 20 squadre di serie A in una lettera aperta dell'Aic all'opinione pubblica, sottoscritto dai capitani e rappresentanti sindacali di tutti i club. I calciatori rivolgono un appello alla Lega a firmare e a «tenere fede agli impegni assunti». Tra i firmatari Totti, Del Piero, Gattuso e Zanetti.

LA LETTERA - Il contratto collettivo dei giocatori professionisti è scaduto da oltre un anno, e l'accordo raggiunto tra le parti è stato sottoscritto dal sindacato calciatori e non ancora dalla Lega dei club di serie A. «In occasione dell'inizio della stagione agonistica con la partita della Supercoppa giocata venerdì tra Milan ed Inter, i calciatori di serie A, come anticipato nei giorni scorsi dal presidente Aic Tommasi, vogliono portare a conoscenza dell'opinione pubblica la sconcertante situazione attualmente in atto per il rinnovo del contratto collettivo», è l'inizio della lettera diffusa attraverso l'Ansa. «Gli accordi conclusi tra la delegazione dell'Assocalciatori e la delegazione della Lega serie A e certificati dalla Figc nel mese di dicembre 2010 sono stati disattesi dall'Assemblea delle società con una scelta sorprendente ed inaccettabile - proseguono i calciatori - In conseguenza di ciò, permane oggi un inammissibile periodo di deregolamentazione che lede le nostre tutele non di carattere economico e che potrebbe, ai sensi della legge 91/81, mettere in dubbio la validità dei nostri contratti. Per quanto possa sembrare assurdo, l'Italia è oggi l'unico paese calcisticamente evoluto nel quale non esistono precise norme contrattuali in vigore per tutti i tesserati». «Riteniamo, quindi, che senza la firma dell'accordo collettivo - concludono i capitani di serie A - non sia possibile cominciare un nuovo campionato e, per questo motivo, siamo certi che la Lega serie A terrà fede agli impegni assunti sottoscrivendo il Contratto già siglato dall'Assocalciatori in data 30 maggio 2011». Tommasi ha però voluto precisare: «Non è corretto partire con un nuovo campionato senza regole ben precise messe nero su bianco». E a proposito dello sciopero il presidente dell'Assocalciatori ha detto: «Non si tratta di minacciare uno sciopero, semplicemente gli impegni presi vanno portati fino in fondo. Sono ottimista sul fatto che il contratto collettivo si firmi, credo sia un bene per tutti, giocatori, società e federazione».

«ATTO GRAVE E INSENSIBILE» - Durissima la reazione del presidente della Lega di serie A Maurizio Beretta: «Sono tornato oggi da Pechino, dove ieri il calcio italiano ha dato dimostrazione di grande vitalità, e sulla scaletta dell'aereo ho trovato subito la sorpresa. Lo sciopero minacciato dai calciatori è un atto grave e insensibile, a maggior ragione alla luce di quello che sta vivendo il Paese reale». Beretta ha inoltre aggiunto: «A queste condizioni non firmeremo mai, e d'altra parte non si vede perchè dobbiamo sottostare con Tommasi a una minaccia che non abbiamo accettato con Campana». Il presidente della Lega di Serie A però non chiude tutte le porte: «I margini per un accordo ci sono, basta venirsi incontro», pur ricordando che «si tratta di 800 giocatori il cui stipendio medio è di oltre un milione di euro all'anno». Non si è fatta attendere la risposta dell'Aic: «In Lega di A sono incapaci di tirar le fila di 20 persone (i presidente dei club della massima divisione ndr) e metterle d'accordo». Tommasi inoltre aggiunge: «Parla di sorpresa tornato da Pechino? Sembra sia stato fuori dall'Italia un anno. Piuttosto spieghi perchè ha fatto un accordo che la sua assemblea ha bocciato».

LA POSIZIONE DELLA FIGC - Intanto della questione del rinnovo del contratto collettivo tra l'Assocalciatori e la Lega di Serie A si è parlato domenica nel Consiglio federale della Federazione calcio (Figc). La firma del contratto resta ancora un grosso punto interrogativo. «Al momento non è stato rinnovato, per questo ho invitato le parti a definire il nuovo testo dell'accordo collettivo nei tempi utili, ovvero prima dell'avvio del campionato - ha spiegato il presidente della Figc, Giancarlo Abete -, riservandomi ogni eventuale decisione al prossimo Consiglio federale, già programmato per il 24 agosto». Abete non si capacita di come le parti non siano ancora arrivate a un'intesa: «Tutti facciamo fatica a capire perchè ancora non sia stato raggiunto l'accordo - ha quindi sottolineato Abete, visibilmente indispettito dal continuo tira e molla sul contratto. Auspichiamo che le parti autonomamente definiscano questa situazione, se questo non dovesse capitare, ci sarà l'intervento della Federazione. Mi riservo di inviare al presidente Beretta (assente in Consiglio così come Cellino e Lotito) una ulteriore comunicazione con un richiamo allo scenario di riferimento in cui si sono svolti i fatti».

(Corriere.it)






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