

VITERBO - Sabato 12 novembre in piazza del Teatro a Viterbo i Giovani Comunisti di Viterbo e il Circolo di Rifondazione Comunista promuoveranno la campagna regionale “Perché il lavoro è un bene comune”, attraverso la distribuzione di volantini e una raccolta firme, al fine di restituire al lavoro il ruolo che gli compete.
Riconoscere e rivendicare il lavoro come bene comune significa considerarlo come patrimonio sociale, connotato di diritti di cittadinanza e democrazia.
“Vogliamo portare alla discussione del Consiglio Regionale del Lazio – spiega Monica Miceli dei Giovani Comunisti di Viterbo – una petizione popolare che chieda l'attuazione di leggi per fare in modo che la lotta alla precarietà, l'estensione dei diritti dei lavoratori tornino ad essere i temi centrali dell'agenda politica”.
''Le nostre proposte vanno verso il blocco dei licenziamenti, contro il precariato e le delocalizzazioni. Chiediamo poi interventi per il reddito minimo garantito e l'estensione degli ammortizzatori locali''.