ANNO 16 n° 275
Camioncino su folla a Nantes, 11 feriti
23/12/2014 - 09:45

Natale di paura in Francia: non si ferma la serie nera di violenze scandite al grido del Profeta. In serata a Nantes - tra le mille luci del mercatino di Natale - un automobilista a bordo di un camioncino bianco si è volontariamente schiantato contro la folla, ferendo almeno 11 persone, di cui cinque in modo grave: una è in prognosi riservata. Per il quotidiano locale, Ouest-France - che cita la testimonianza di persone presenti e di un poliziotto - al momento di lanciarsi contro il chioschetto del vin brulé, l'uomo, 44 anni, avrebbe gridato 'Allah Akbar' (Dio è grande), circostanza che peraltro la magistratura nega. Poi il drammatico tentativo di suicidio, con 9 colpi di pugnale.

 

Un episodio praticamente identico a quello che domenica sera ha terrorizzato Digione, quando un automobilista con gravi problemi psicologici, a bordo della sua Renault Clio usata come l'arma di un killer, ha deliberatamente investito tredici passanti in diversi angoli della città dopo aver urlato 'Allah Akbar'. E sempre la stessa invocazione ha scandito il neofita convertito all'Islam che venerdì scorso si è presentato in commissariato a Joué-lès-Tours, nel centro del Paese, accoltellando tre poliziotti. Sul suo profilo Facebook, il ragazzo di appena vent'anni - poi abbattuto dagli agenti - aveva pubblicato la bandiera nera dei terroristi dell'Isis. 'Serve estrema vigilanza', avverte il presidente Hollande. 'Il rischio terrorismo non è mai stato così elevato', rincara il premier Valls, pur aggiungendo in serata che ci vuole cautela e che é il momento 'del buon senso e del sangue freddo'. Le autorità francesi si rifiutano del resto di considerare per ora alla stregua di attacchi terroristici gesti come quello di Nantes o di Digione, a differenza di quanto proclamato da quelle israeliane in episodi recenti pressoché identici avvenuti a Gerusalemme e altrove. Quello di Nantes è stato un attacco 'deliberato', ma anche 'un'azione isolata' e per questo 'non si può parlare di un atto di terrorismo', ha affermato stasera la procuratrice capo della città francese, Brigitte Lamy, sottolineando l'assenza di 'una rivendicazione particolare' e insistendo sul fatto che l'investitore non avrebbe invocato in questo caso Allah. Lamy ha tuttavia ammesso che l'uomo era 'noto ai servizi di sicurezza', pur senza precisare per quali motivi.

ansa.it






Facebook Twitter Rss