ANNO 16 n° 272
'Cambiando i vecchi sanitari si risparmiano 414 milioni di metri cubi di acqua all'anno'
Ieri audizione alla Camera sul risparmio idrico convocata da Mauro Rotelli con Avr, Federlazio, Confindustria e Apea
Alessandra
09/10/2024 - 07:27
di Alessandra Sorge

CIVITA CASTELLANA - Risparmio idrico nel settore ceramico, se ne è parlato ieri mattina in commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera in occasione del primo ciclo di audizioni informali sull'utilizzo di tecnologie per l'efficienza idrica. L'assise, presieduta da Mauro Rotelli, ha visto la partecipazione di Maurizio Bellosta, per l'associazione italiana valvole e rubinetterie, Andrea Canetti per Confindustria ceramica, Giampiero Patrizi e Giuseppe Crea per Federlazio Ceramica e Antonio Sini, presidente di Apea del distretto industriale di Civita Castellana. Idee e proposte sono state discusse in modo condiviso e partecipato, al fine di migliorare la sostenibilità e ottimizzare il consumo idrico nel settore ceramico sanitario.

Per Maurizio Bellosta la soluzione ottimale per ridurre i consumi di acqua per uso umano è sicuramente quella di predisporre dei limitatori di flusso affinché l'utente possa stabilire individualmente la quantità massima di acqua di cui poter predisporre. Sebbene sia difficile quantificare a livello familiare il risparmio idrico di tale accorgimento, in quanto variabile in base al numero dei componenti familiari, una panoramica generale dei consumi è stata offerta da Canetti di Confindustria: 'Il consumo medio di una persona - ha sottolineato - è di 250 litri di acqua al giorno, il 30 percento del quale legato ad usi sanitari. Ad oggi, nel 51 percento delle case degli italiani sono istallati sanitari antecedenti agli anni 90, che scaricano con 15 litri di acqua, rispetto ai 4,5 litri di quelli moderni. Sostituendo i vecchi sanitari con quelli più performanti il consumo idrico scenderebbe di 414 milioni di metri cubi all'anno. Per questo - conclude - sarebbe utile ripensare ad un bonus idrico che incentivi la sostituzione dei sanitari al di la di una ristrutturazione complessiva dell'abitazione'.

Ipotesi condivisa anche da Federlazio Ceramica che rilancia l'idea di una regolamentazione ad hoc sulla certificazione degli scarichi a basso consumo: 'Per sostenere il made in Italy - ha spiegato Patrizi - riteniamo opportuno aprire un tavolo in collaborazione con Uni italiana al fine di ottenere una uniformità di etichettatura che possa dare un valore aggiunto ai nostri prodotti'.

Anche per Antonio Sini di Apea sarebbe utile introdurre una norma tecnica Uni sul risparmio idrico e la relativa tracciabilità negli Ape, oltre ad una specifica etichettatura sui sanitari che attesti l'effettivo consumo idrico e, infine, l'uniformità di tali regolamentazioni a livello europeo. 'Solo così - ha affermato il presidente - sarà possibile favorire un'evoluzione del settore verso pratiche più rispettose dell'ambiente. Questi interventi non solo ridurrebbero l'impatto ambientale, ma rappresenterebbero un'opportunità di crescita per l'intero comparto produttivo, creando nuovi posti di lavoro e favorendo la competitività internazionale del Made in Italy'.






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