


di Fabio Tornatore

VITERBO - Approvato il calendario venatorio per la stagione della caccia 2026/27: le doppiette potranno ricominciare a far tuonare le canne dal 20 settembre, chiusura il 31 gennaio 2027. Vietato l’uso di munizionamento con pallini al piombo nelle zone umide, e prescrizioni particolari previste nella caccia al cinghiale, per il contrato alla Peste Suina Africana.
Il decreto di Via della Pisana, a seguito delle osservazioni dell’ISPRA (Istituto superiore di protezione e ricerca ambientale) norma l’istituto della caccia anche per questo anno, dettando regolamenti e stabilendo le date. Tra le altre norme viene stabilito che sul territorio regionale ogni cinghiale trovato morto, anche a seguito di incidente stradale, oppure abbattuto “ma che mostrava ante mortem comportamenti anomali di qualsiasi tipo”, sia segnalato alle autorità. Inoltre, sul territorio regionale sia segnalato il ritrovamento di carcasse parzialmente predate, visto che lo stato di infezione aumenta la probabilità di predazione, o putrefatte, poiché il virus sopravvive alla completa decomposizione dell’ospite rendendo quindi sempre possibile una diagnosi di laboratorio.
Il calendario è subordinato comunque alle limitazioni imposte da specifiche misure dettate dal Commissario Straordinario per il contrasto alla diffusione della Peste Suina Africana. Infine, sul territorio regionale, al fine di ridurre la probabilità di trasporto passivo di virus influenzali dall’ambiente acquatico a quello dell’uomo, si raccomanda ai cacciatori di segnalare la presenza di uccelli morti.
Per quanto riguarda il munizionamento, il decreto stabilisce che “è vietato l’utilizzo di munizionamento a pallini di piombo all’interno delle zone umide, quali laghi, stagni, paludi, acquitrini, lanche e lagune d’acqua dolce, salata e salmastra, nonché nel raggio di 150 metri dalle rive più esterne”.