ANNO 16 n° 274
Calcioscommesse,
Camilli chiede faccia
a faccia con i giocatori
che lo accusano
14/07/2012 - 04:42

di Domenico Savino

VITERBO – “Ho chiesto un faccia a faccia con Marco Turati e Paolo Acerbis, i due ex giocatori del Grosseto che mi accusano di aver comprato la partita con l’Ancona del 30 aprile 2010, finita 1-1. Voglio vedere se hanno il coraggio di ripetere quanto affermato guardandomi in faccia”.

E’ quanto ha dichiarato Piero Camilli, patron del Grosseto, presidente del Consiglio provinciale di Viterbo e sindaco di Grotte di Castro all’uscita dalla procura federale della Figc, dove è stato interrogato dal procuratore Stefano Palazzi nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse. Camilli ha ribadito che le accuse mosse contro lui da Turati e Acerbis, “il giorno prima di essere scarcerati”, sono “una vera e propria ritorsione organizzata a tavolino perché avevo avviato nei loro confronti un’azione di sequestro dei beni personali con i quali garantire il risarcimento danni alla società”. Il presidente Camilli ha smentito categoricamente anche l’accusa di aver “comprato” la partita con la Salernitana del 17 aprile 2010, finita 3 a 4 per il Grosseto. “Turati – spiega – ha detto che io avrei dato 3-4 mila euro a Mariano Stendardo, un mio ex giocatore, per organizzare la combine. Ma io – sottolinea – sono una persona per bene, non ho mai comprato partite e non frequento, come chi mi accusa, biscazzieri, personaggi loschi e bande di zingari”. Infine, Camilli afferma che l’interrogatorio con Palazzi “è stato tranquillo e improntato alla massima collaborazione”.

Il Grosseto rischia la serie B: infatti sono stati patteggiati dalla società biancorossa 6 punti di penalizzazione per la vicenda delle scommesse e un’ammenda di 40mila euro. Decurtazione che deve essere scontata nel prossimo campionato e che la Nocerina e il Vicenza hanno contestato: campani e veneti sono appena retrocessi dal campionato di serie B e speravano in una sentenza afflittiva nei confronti dei toscani. Invece la decisione del procuratore federale Palazzi è stata quella di premiare chi ha collaborato con le indagini (la richiesta iniziale era di 20 punti di penalizzazione).

Il Vicenza ha chiesto alla Nocerina un intervento congiunto, una sorta di conferenza pubblica di protesta, per far fronte ancora più comune sulla “stortura“ del patteggiamento Grosseto. La Nocerina apprezza ma va avanti in modo disgiunto: la protesta veneta è stata formalizzata a playout persi con l’Empoli, la società rossonera avrebbe gradito un intervento in tempi diversi. Al Vicenza basterebbe che si liberasse un solo posto, appunto quello del Grosseto in ordine temporale e di processi, per ritrovare la B a tavolino.

E il Grosseto, dopo le rivelazioni delle passate settimane, è prossimo al secondo deferimento, che significherebbe probabilissima retrocessione in Lega Pro nel successivo processo, essendovi estremi di responsabilità diretta. Conferme in tal senso, ovvero delle cose già dette e confessate da Joelson e Turati (più Acerbis), sarebbero arrivate anche dal direttore sportivo Iaconi. Alla Nocerina di posti liberati, cioè scalati, ne occorrono almeno due e l’attenzione dei legali campani è rivolta anche al processo di Bari e alle vicende del Lecce.






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