ANNO 16 n° 274
Calcio - La Viterbese si concentra sul futuro
Evitare gli errori commessi e salvare i pochi che meritano la riconferma
08/05/2012 - 00:15

di Domenico Savino

VITERBO – Cala il sipario sulla stagione 2011/2012. Un campionato avaro di soddisfazioni per la Viterbese che si è accontentata della salvezza. Ma il calcio moderno impone già di pensare a domani e di ritenere un capitolo chiuso tutto ciò che è avvenuto fino a domenica.

La Viterbese ha un vantaggio molto importante che dovrà necessariamente sfruttare. Non solo la consapevolezza di aver commesso tanti errori e da quelli ripartire per evitare di cadere successivamente; ma anche la possibilità di guardare alla prossima stagione con due mesi di anticipo. Di arrivare ai nastri di partenza del prossimo campionato con le idee chiare senza tentennamenti. Il vero errore di questa stagione è stato aver cambiato tanto e le rivoluzioni hanno creato confusione nel gruppo che si è ritrovato senza certezze.

Ora bisogna intervenire in modo chirurgico salvando quei pochi che meritano la fiducia. Facile dire che Vegnaduzzo deve essere il perno su cui costruire la Viterbese che verrà.  

Il bomber argentino ha siglato terdici reti da dicembre: la proiezione su un torneo completo è più che confortante. Ma accanto a Vegnaduzzo ci deve essere una squadra che lo supporti e che non lo lasci solo in avanti abbandonato al suo destino come è capitato in diverse occasioni. Serve un centrocampo dinamico in grado di di tamponare e ripartire con efficacia. Serve una difesa granitica dotata di uomini risoluti che sappiano impostare l’azione e mettere in moto gli esterni. Serve in pratica un allenatore che in pieno accordo con lo staff tecnico e dirigenziale costruisca il mosaico andando a pescare i tasselli giusti per posizionarli nella maniera migliore. Insomma tutto quello che quest’anno è mancato.

L’attuale società già sta lavorando ed è in programma uno stage a cui parteciperanno ragazzi che saranno attentamente monitorati per poi tra di loro scegliere chi potrà far parte integrante della squadra del futuro. Ma i giovani la Viterbese può produrli anche in casa: Gnignera è il chiaro esempio della programmazione: è un buon giocatore che deve crescere e ha bisogno della fiducia della società che lo supporti.

La scuola è buona (settore giovanile della Lazio) e il ragazzo promette bene. Insieme a lui si stanno formando Cisterna e D’Orazio e già sono in prima squadra Zagarella e Fapperdue. Ecco il tesoretto a cui attingere per diventare grandi. Poi c’è il capitolo che riguarda il tecnico: Biagioni a meno di clamorosi rivolgimenti dovrebbe restare e già ha formulato le sue richieste: sta a Manfra accontentarlo.

Tutto cambierebbe nel caso in cui si verificasse una variazione al timone. Piero Camilli resta il sogno proibito, ma ha fatto capire che per avvicinarsi deve essere contattato a livello politico. L’estate si preannuncia abbastanza calda e con essa la solita sarabanda di voci più o meno incontrollate. Ecco perché la Viterbese deve mettere un punto fermo su quello che è stato fino ad ora, chiudere il libro di questa annata e riscriverne un altro con la speranza che sia più affascinante e ricco di successi. Perché in fondo il campo è l’unico giudice inappellabile e da quello dipendono gioie e dolori di una società di calcio.






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