ANNO 16 n° 274
Caffeina winter, i pentastellati contro l'assegnazione degli spazi in centro
Contestata la decisione della giunta di dare per 49 giorni l'occupazione del suolo pubblico
10/03/2016 - 11:23

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo dal Movimento Cinque Stelle

Il Movimento 5 Stelle di Viterbo disapprova in modo assoluto il metodo con cui si è presa la decisione di assegnare praticamente tutte le piazze e strade del centro storico per ben 49 giorni in occasione delle future festività natalizie alla Fondazione Caffeina.

A nostro parere tale scelta (legalmente legittima), che non è la conseguenza di un bando pubblico ma di una precisa scelta della giunta, ha di fatto monopolizzato le aree del centro storico a vantaggio di una sola associazione e ha reso impossibile la presentazione di altre proposte.

Da sempre affermiamo che una vera azione di rilancio della cultura debba essere pianificata e portata avanti in tempi consoni, con una chiara idea degli obiettivi che si vogliono raggiungere, un'imprescindibile collaborazione tra l'amministrazione e tutte le realtà culturali che operano sul territorio, utilizzando un bando pubblico che indichi finalità e prerogative definite e che permetta a tutte le associazioni di poter partecipare proponendo i propri progetti.

Il regolamento per i contributi alle associazioni culturali, costato diverse sedute di commissione e relative spese per l'amministrazione, dopo un lungo lavoro di miglioramento in consiglio comunale giace inutilizzato tra i documenti del comune.

La consulta della cultura, approvata su nostra mozione, che dovrebbe coadiuvare l'amministrazione nella programmazione e gestione degli aspetti culturali della città è una chimera che, è ormai praticamente certo, non vedrà mai la luce in quanto evidentemente non gradita a sindaco e assessore competente.

Questo il metodo che noi adotteremmo, ma che sembra non piacere all'assessore Delli Iaconi, più propenso a interventi mirati e scelti autonomamente dalla giunta. Il metodo adottato fino a oggi dall'amministrazione si è invece rivelato fallimentare.

Basti ricordare la bocciatura della città a capitale della cultura: come poteva sperare questa amministrazione di volersi candidare a tale carica senza avere un multisala in città, senza un teatro ma, sopratutto, senza un metodo condiviso di scelta per quanto attiene la cultura a Viterbo che sembra invece essere unico appannaggio di una fondazione che annovera, incidentalmente, fra le sue fila importanti esponenti di Palazzo dei Priori?






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