ANNO 16 n° 275
Caffeina si autosfratta da Pianoscarano
e valuterą in futuro se restare in cittą
Gli ideatori Rossi e Baffo: ''Non ci sentiamo supportati dalle istituzioni''
07/07/2012 - 17:40

di Domenico Savino

VITERBO - Caffeina si autosfratta da Pianoscarano. E aprirà un’approfondita riflessione sull’opportunità di rimanere a Viterbo. Intanto, da questa sera, Pianoscarano non ospita più gli appuntamenti del festival. Le zone interessate sono largo Scotolatori e cortile del San Carlo. Gli eventi si spostano a Porta Fiorita (sempre alle 21) nel primo caso e nel cortile di Palazzo dei Priori nel secondo (alle 22,30). Tuttavia il complesso di San Carlo resta la location del Tuscia Film Fest e del dopo festival. Prezzo unico per i due incontri che vengono trasferiti dai luoghi originali. Una facilitazione per venire incontro a quanti volevano partecipare a quegli eventi. I due ideatori della manifestazione Filippo Rossi e Andrea Baffo, in una conferenza stampa, hanno spiegato che avevano scelto Pianoscarano “con l’intento di riempire il quartiere e rivitalizzarlo, ma si sono venute e creare una serie di situazioni imbarazzanti e ingestibili. Ci siamo sentiti sopportati e non supportati dal quartiere  - afferma con tono perentorio il direttore artistico Filippo Rossi - Caffeina non vuole essere ospite di nessuno. Era imbarazzante continuare in quel modo. Per un festival culturale i problemi dovrebbero essere altri non quelli logistici che ci siamo trovati ad affrontare in questi nove giorni”.

Il punto per Andrea Baffo (direttore esecutivo di Caffeina) non è il traffico: “Non sono neanche gli schiamazzi o la vecchietta che si lamenta, perché ci sono sempre stati e sono stati affrontati negli anni scorsi. Il problema è che ci siamo sentiti ostaggio di Pianoscarano e non viceversa. E’ forte la sensazione di essere cosa altra rispetto al contesto che ci circonda”. Parole forti che segnano una certa insofferenza da parte degli organizzatori: “Avere la presentazione di un libro all’interno di un parcheggio non è il massimo, la cartolina che lasciamo in dote a chi ci osserva dall’esterno non è bella. Io dico soltanto che Caffeina è lo sposo, la sua consorte deve essere la città – continua Baffo – io non mi sposo con una donna che non mi sopporta. Ci sentiamo un corpo estraneo alla comunità. Faremo le opportune verifiche, ma serve in tutti i casi un chiarimento”.

La decisione di cambiare location è arrivata nella mattinata di oggi dopo le problematiche legate a proteste di alcuni residenti dl quartier medievale di Viterbo: “Va anche detto – hanno motivato i direttori del festival – che la maggior parte dei cittadini hanno accettato di buon grado la presenza di Caffeina  anche perché il numero di visitatori all’interno delle arene è aumentato. Hanno capito che per Viterbo questi quindici giorni sono una grande occasione di crescita e di sviluppo inteso come marketing territoriale, perché siamo convinti che Viterbo resta la location ideale per Caffeina così come la intendiamo. Tuttavia è il territorio inteso come amministrazioni pubbliche che deve investire sulla comunicazione esterna”. 






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