ANNO 16 n° 275
Caffeina, una fondazione per far crescere la cittą
Rossi: ''A ottobre tutto pronto per condividere Caffeina con i viterbesi''
19/09/2012 - 10:39

VITERBO - “Una Fondazione per far crescere la città”. Caffeina Cultura fa il salto di qualità e condivide il Festival con Viterbo in sinergia con il suo tessuto economico e sociale. Un valore aggiunto con l’obiettivo di rendere la città dei Papi protagonista nazionale e internazionale della cultura.

“I soci fondatori della Fondazione aumentano di giorno in giorno – ha detto il Presidente e Direttore artistico di Caffeina, Filippo Rossi – al di là di ogni più rosea aspettativa. E gli incontri con associazioni, imprenditori, singoli cittadini non sono finiti e proseguiranno fino alla fine di settembre. All’inizio di ottobre tutto sarà pronto per condividere Caffeina con la città, anche con l’ingresso dei soci sostenitori. Una sfida per affrontare il futuro con consapevolezza chiara e condivisione dei propri obiettivi e valori. Una sfida culturale, nella convinzione che la cultura rappresenta una risorsa competitiva per l’impresa e un bene comune per Viterbo”.

Quattordici arene (allestite in cortili, piazze, chiostri e prestigiosi palazzi storici) per 400 eventi complessivi, decine di collaboratori, circa 30 incontri al giorno, più di 450 ospiti e 150 volontari, Caffeina è diventata negli anni una manifestazione culturale e artistica eterogenea, aperta alle differenze e agli scambi con una serie di incontri organizzati lungo precise direttrici tematiche. Tra il 2010 e il 2012 Caffeina è poi cresciuta in modo esponenziale ripensando architetture e spazi urbani, coinvolgendo gli operatori economici di tutto il centro storico e ben trenta fornitori. Il Festival nel 2012 ha sviluppato infine un indotto cui hanno preso parte oltre 50 attività imprenditoriali di ogni tipo. Una programmazione che ha permesso di impegnare quasi tutte le filiere produttive.

“Oggi Caffeina Cultura – spiega il Direttore esecutivo del Festival, Andrea Baffo – ha raggiunto un grado tale di complessità che nessuno dei suoi organizzatori può pretendere di proseguire il cammino intrapreso autonomamente. Né all’opposto considerarsi svincolato dal compito di continuare a dare il proprio contributo. Da qui è nata la consapevolezza di voler condividere con la città il ruolo attivo del Festival, sia rispetto ai suoi valori di fondo – che ne hanno sempre determinato la qualità – sia in rapporto a tutto ciò che esso ha rappresentato per la comunità come senso di appartenenza e rispetto di regole e ruoli”.

 






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