ANNO 16 n° 272
Cade in cantiere
muore un anno dopo
A studiare il caso, in aula, anche gli studenti della Sapienza di Roma
27/10/2016 - 02:00

VITERBO – Cade in un cantiere, si ferisce ad una gamba e muore un anno dopo. È la tragica fine di un operaio viterbese che nel 2011 si ferì mentre era a lavoro. Una banale caduta, una lesione all’arto inferiore per cui furono necessari pochi punti di sutura e una prognosi di una settimana. Nulla di grave. Nulla che qualche giorno di riposo e qualche antidolorifico non possano curare. Peccato che l’epilogo della vicenda sia stato ben diverso: l’uomo riprende a lavorare, nella stessa ditta edilizia che era stato scenario del suo infortunio, ma dopo un anno muore.

A processo ora G.G., il titolare dell'impresa viterbese, su di lui pendono le accuse di lesioni colpose. Avrebbe infatti, seppur indirettamente, causato l’incidente dell’operaio: nel cantiere misure di protezione e prevenzione troppo generiche. Nessuna norma specifica di comportamento che i dipendenti avrebbero dovuto seguire quando i macchinari erano in funzione.

''Non era indicato, ad esempio, dove gli uomini avessero dovuto sostare mentre i grossi blocchi di pannelli in cemento armato precompresso venivano sollevati in aria dalla gru – ha commentato l’ispettore del lavoro Paciocconi – né erano idonei i sistemi di ancoraggio utilizzati per lo stoccaggio dei pannelli: nessuno avrebbe potuto salvarsi nel caso in cui questi blocchi fossero caduti o scivolati. La tragedia nel cantiere era dietro l’angolo.''.

E di fatto così è stato. Il 10 maggio 2011 la caduta di C.P., colpito alla spalle da quintali di materiale compresso e la ferita alla gamba. Una tragedia a più atti, però, dal momento che l’uomo sarebbe morto solamente un anno dopo.

''Esistono possibili nessi di causa tra i due episodi?'', ha chiesto il pubblico ministero, davanti al giudice Pintimalli. A risponderle il dottor Alfredo Borghetti, docente di medicina legale presso l’università La Sapienza di Roma. ''Non si può affermare che l’uomo sia morto a causa della caduta: la ferita si era cicatrizzata bene, anche esami successivi hanno mostrato come la gamba avesse ripreso la sua normale funzionalità''.

In aula, per il perito, un pubblico di eccezione: gli studenti al secondo anno di tecniche della radiologia a cui il professore Borghetti insegna medicina legale. Seguiranno il corso dell’intero processo, fino alla discussione fissata per il 5 gennaio prossimo.






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