

CAPRAROLA – Cade dal sollevatore, sbatte la testa e, dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale, muore. È la tragica vicenda di un’anziana ospite di una casa di riposo di Caprarola, per cui, con l’accusa di omicidio colposo, è finita alla sbarra la legale rappresentante della cooperativa che nel 2013 gestiva, per conto del comune, la struttura.
L’incidente sarebbe avvenuto il 30 luglio del 2013: ''Era tardo pomeriggio – ha spiegato in aula al giudice Elisabetta Massini una delle assistenti della casa di riposo – e stavamo mettendo la signora G. sulla sedia a rotelle per portarla nel salone comune e farla cenare''.
Come di prassi la avrebbero imbracata e assicurata alla seggiola del sollevatore, sollevata e posta sulla carrozzina.
''Ma all’improvviso, durante la manovra, il braccio in ferro della macchina ha ceduto. La donna è caduta a terra, sbattendo la testa'' ha sottolineato.
Attimi concitati, di paura: ''Era vigile, ma aveva una profonda ferita alla testa. Perdeva sangue: abbiamo chiamato immediatamente i soccorsi e i famigliari. In pochi minuti è arrivata l’ambulanza che l’ha portata in ospedale''. Una caduta che si sarebbe rivelata, poi, mortale: alcuni giorni dopo l’incidente, la donna sarebbe morta. Da qui l’accusa di omicidio colposo a carico della legale rappresentante della struttura.
E ora il giudice vuole vederci chiaro. Così come i famigliari della donna, costituitisi parti civili nel processo e rappresentati dall’avvocato Vincenzo Petroni.
Che tipo di qualifiche avessero i dipendenti della struttura, se i macchinari fossero a norma e adeguatamente controllati. Ma soprattutto perché ad occuparsi degli spostamenti di una persona con difficoltà di movimento fossero inservienti e ''assistenti'' senza alcuna formazione specifica. Questi i principali nodi da sciogliere.
Sembrerebbe infatti che l’anziana donna, ospite della struttura dal 2009, non sarebbe stata autosufficiente. ''E quindi non poteva neppure stare lì – ha spiegato senza mezzi termini la segretaria della cooperativa – specialmente dopo essere stata colpita da ictus. Non deambulava più, non era autonoma. Dopo le dimissioni dall’ospedale per via dell’ischemia, lo abbiamo fatto presente a famigliari e Comune, ma ci è stato risposto di tenerla lì. E così abbiamo fatto''. Fino poi alla caduta e alla drammatica morte.
Si tornerà in aula ad anno nuovo per ultimare i testimoni di accusa e difesa e poi a giugno per la discussione.