ANNO 16 n° 220
Caccia al cinghiale, Arcicaccia Viterbo contro la Regione Lazio: 'Nessun confronto, solo decisioni dall'alto'
Il sindacato venatorio critica la presentazione del disciplinare 2026/2027
08/08/2026 - 07:14

VITERBO - Presentato al Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale (CTFVR) il nuovo disciplinare per la caccia al cinghiale relativo alla stagione venatoria 2026/2027. Una scelta che, nei fatti, ricalca quanto già avvenuto nelle precedenti stagioni e che suscita forte disappunto tra gli operatori del settore, in particolare da parte di Arcicaccia Viterbo, che denuncia la totale assenza di un reale confronto partecipativo con le Associazioni Venatorie.

Le promesse disattese sulla programmazione pluriennale

Il documento approvato si presenta come una replica quasi identica a quello dell'anno passato, privo di quelle novità strutturali attese dal mondo venatorio. Arcicaccia sottolinea come siano state disattese le rassicurazioni fornite soltanto due mesi fa dall'Assessore Giancarlo Righini, che aveva annunciato l'introduzione di un regolamento con validità triennale.

Una misura fondamentale per consentire ai cacciatori e agli enti gestori di programmare, organizzare e gestire con certezze pluriennali una tipologia di prelievo faunistico complessa per sua stessa natura. Di fronte allo stallo attuale, Arcicaccia Viterbo sospende il giudizio positivo espresso in precedenza, in attesa di capire se dagli annunci si passerà finalmente ai fatti.

Il nodo del confronto e le polemiche sul contenimento

La critica dell'associazione si estende al metodo di governance adottato dalla Regione Lazio presso la sede di Via Rosa Raimondi Garibaldi, accusata di preferire commissariamenti e disposizioni calate dall'alto piuttosto che un dialogo trasparente con le rappresentanze del territorio.

Allo stesso tempo, con provvedimenti distinti — e pur al centro delle consuete polemiche da parte delle sigle ambientaliste e animaliste — la Regione Lazio ha confermato obiettivi ambiziosi per il contenimento della specie cinghiale. Tali misure puntano a tutelare le produzioni agricole, la biodiversità e a contrastare la diffusione della Peste Suina Africana (PSA), chiedendo la collaborazione operativa dei cacciatori.

Verso un approccio integrato del territorio

Secondo Arcicaccia Viterbo, per raggiungere realmente gli obiettivi prefissati serve una strategia ad ampio raggio che superi la sola gestione affidata agli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) nella SASP. È necessario un approccio integrato che coinvolga l'intero territorio provinciale e regionale, inclusi:

  • Le Aree Naturali Protette

  • Le Aziende Faunistico-Venatorie (AFV)

  • Le Aziende Agro-Turistico-Venatorie (AATV)

L'associazione rinnova quindi la disponibilità a mettere a disposizione esperienza, proposte e conoscenza del territorio — e non soltanto il supporto operativo per i prelievi — a patto che da parte delle istituzioni regionali vi sia la reale volontà di ascoltare e collaborare.






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