

VITERBO - E' stato firmato dal presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti il regolamento che disciplina la caccia al cinghiale in braccata, per raggiungere e mantenere sul territorio una presenza della specie compatibile con le esigenze di salvaguardia delle colture agricole e forestali, di sicurezza delle persone e di tutela della biodiversità.
Con il disciplinare approvato, gli ambiti territoriali di caccia entro il 4 settembre, dovranno procedere all’individuazione delle zone destinate alla caccia al cinghiale con i metodi della braccata e inviare la proposta all’area decentrata agricoltura, competente per territorio, che provvederà alla valutazione e validazione delle stesse.
Entro il 20 settembre, le squadre che intendono esercitare la caccia dovranno presentare domanda presso gli ATC e le zone verranno assegnate per l’intera stagione venatoria.
Ogni cacciatore può iscriversi a una sola squadra operante sul territorio della regione Lazio, con possibilità di essere ospitato in altre squadre nei giorni in cui non esercita con la propria e con divieto di cacciare in altre forme nei giorni in cui partecipa alla battuta o in forma singola.
Le squadre devono essere costituite da almeno 25 cacciatori e non più di 70 e hanno l’obbligo di indossare giubbini ad alta visibilità e segnalare con cartelli la propria presenza.
''L'atto ricalca le esperienze consolidate dei vecchi regolamenti provinciali (soprattutto di quello viterbese) in modo da mettere ordine in questa materia, dai riflessi non solo venatori, ma anche ambientali, agricoli e di sicurezza dei cittadini - ha commentato il consigliere regionale Enrico Panunzi - Mi piace ricordare che il regolamento è frutto di una consultazione che ha visto protagonisti i cacciatori, le associazioni, gli ambiti territoriali di caccia : nel solo mese di giugno, ad esempio, ho personalmente incontrato due volte tutti i capi squadra della provincia, una volta anche con l'assessore Carlo Haussmann, il cui lavoro è stato anche in questa occasione molto produttivo. Col nuovo regolamento, in ultima analisi, abbiamo superato qualche incertezza normativa dovuta al passaggio di competenze alla Regione.
Da parte delle Regione stessa e mia personale c'è stata la più ampia disponibilità all'ascolto, in modo da recepire le istanze che sono venute dalle associazioni venatorie e dai singoli cacciatori. E i risultati posso dire che sono giunti.''