

Il ministro della difesa indiano A K Anony ha definito 'grave' l'incidente della Erica Lexie, nel quale sono rimasti uccisi due pescatori di 21 e 50 anni sotto il fuoco dei militari italiani che si trovavano a bordo della nave. ''La polizia del Kerala e la guardia costiera stanno incontrando le persone coinvolte, vogliamo che tutto sia fatto nel pieno rispetto della legge. Dire di più a questo punto non sarebbe corretto, ma posso assicurarvi che la legge seguirà il suo corso'', ha dichiarato. Fonti del ministero degli Esteri indiano, citate dall'emittente televisiva Times Now, anticipano l'arresto dell'equipaggio della nave. Inoltre, una fonte del governo di Nuova Delhi ha fatto sapere che verrà fatta 'causa all'equipaggio italiano e la legge farà il suo corso''. ''Non c'è stato preavviso, come descritto dall'equipaggio'', ha aggiunto la fonte.
La differente versione dei fatti tra India e Italia ha creato un incidente diplomatico tra i due Paesi, tanto che oggi Nuova Delhi ha convocato l'ambasciatore italiano Giacomo Sanfelice di Monteforte ed esposto protesta formale. Secondo la Direzione generale della Marina di Mumbai, il Dipartimeno mercantile marittino di Kochi condurra' un'inchiesta preliminare. L'Enrica Lexie è ora ancorata al largo della costa di Kochi. L'ambasciata italiana sostiene che l'equipaggio abbia agito per legittima difesa dopo che la nave indiana non aveva rispettato i segnali di avvertimento e aveva continuato ad avvicinarsi. Il capo della polizia di Kerala, Jacob Punnoose, ha detto alla Ians:
'In qualsiasi Paese, quando c'è una morte come questa, viene intentata una causa e la legge viene messa in moto''. ''Una squadra della polizia di Kerala è andata sulla nave. Ci sono anche regole riguardo alle informazioni che possono essere condivise e quelle che invece non lo sono riguardo alla causa'', ha aggiunto.
L'ambasciatore Sanfelice di Monteforte, convocato al ministero degli esteri, ha spiegato che ''la Marina italiana ha rispettato il diritto internazionale quando la nave (la petroliera Enrica Lexie, ndr) è stata avvicinata da una imbarcazione che non si era fermata ai segnali luminosi'', ha testimoniato. ''Stiamo lavorando in stretta cooperazione con le autorità indiane. Si tratta di un incidente molto triste. Voglio sottolineare che la nave italiana si trova al porto di Kochi volontariamente'', ha quindi concluso l'inviato italiano.
Diversa la versione che la Marina indiana affida in un comunicato ripreso dai media indiani: la nave italiana è stata scortata a Kochi da unità della marina militare e della marina mercantile che hanno in seguito iniziato a interrogare il comandante della nave italiana e il suo equipaggio.
''Ci sono tre elementi inconfutabili che danno completamente ragione all'Italia: le autorità indiane non potevano indurre la nave a entrare nelle loro acque territoriali, nel loro porto e meno che mai sequestrare la nave'' dice all'Adnkronos Umberto Leanza, docente universitario di Diritto internazionale ed esperto di diritto della navigazione, riferendosi all'intervento del Reggimento San Marco. ''Dal punto di vista giuridico -spiega Leanza- l'incidente è avvenuto a 33 miglia dalla costa indiana e quindi in alto mare, dove c'è la giurisdizione esclusiva dello Stato della bandiera. In secondo luogo, a bordo c'erano militari che in quanto organi dello Stato, hanno immunità giurisdizionale assoluta rispetto alle autorità straniere''.
''Infine- rimarca Leanza- in base alla nostra legge, c'è una distinzione di responsabilità fra il gruppo militare a bordo, impegnato nella protezione antipirateria e il comando della nave. In conclusione, gli indiani hanno violato il diritto internazionale''.
(Adnkronos.com)