

VITERBO - La Regione Lazio con decreto del presidente Nicola Zingaretti ha posticipato al 10 febbraio 2014 la chiusura della stagione venatoria per la caccia alle specie colombaccio (Colomba Palumbus), cornacchia grigia (Corvus corone cornix), gazza (Pica pica) e ghiandaia (Garrulus Glandarius).
L’esercizio venatorio sarà consentito solo ai cacciatori con residenza nella regione Lazio, solo per la specie del colombaccio è previsto il regime di mobilità; i cacciatori con residenza anagrafica fuori dalla regione Lazio potranno operare limitatamente al territorio del Atc dove hanno la residenza venatoria.
Ma il posticipo concesso dalla Pisana è vincolato all’osservanza di altre specifiche prescrizioni per ciò che riguarda gli appostamenti e la quantità di selvaggina cacciabile.
La caccia è consentita solo da appostamento fisso e/o temporaneo. Gli appostamenti devono essere collocati a non meno di 500 metri dalle zone umide, frequentate dagli uccelli acquatici in quanto sensibili al disturbo causato dalla caccia e a distanza superiore a 500 metri dalle pareti rocciose o parzialmente tali.
Il limite di carniere giornaliero, per ciascun cacciatore, è stabilito nella misura di venti capi complessivi delle specie autorizzate, dei quali, comunque, non più cinque capi per la specie Colombaccio. L’esercizio venatorio è consentito senza l’ausilio del cane e dovrà svolgersi dalle ore 6.15 alle ore 17.30.
Nelle Zone di Protezione Speciale (Zps) la caccia è consentita nei soli giorni di giovedì e domenica.
Ogni cacciatore che usufruirà della proroga dovrà riportare, a penna con inchiostro indelebile sul proprio tesserino venatorio, nella pagina “Febbraio 2014”, nelle colonne riservate al prelievo della “selvaggina stanziale” le specie cornacchia grigia, gazza e ghiandaia; nelle colonne riservate al prelievo della “selvaggina migratoria”, la specie colombaccio.