

di Nicola Savino
VITERBO - Ragazzi, loro sono pronti e hanno già annunciato nella tappa di Roma cosa intendono proporre per la terza edizione dello Slow Food Village, la manifestazione che accompagna i giorni degli appuntamenti di Caffeina (24 giugno - 3 luglio). Una rassegna che comincia a diventare grande e che quest'anno sarà anche l'occasione per festeggiare qui a Viterbo il trentennale della fondazione dell'ente, nato un po' in sordina e tra qualche scetticismo di troppo: 'Questi sono matti: qui in Italia la cucina è ottima dappertutto - dicevano i sapienti di turno -. E poi che significa mangiare piano? Che bisogna masticare a lungo? Lasciamo perdere: sono i soliti radical chic ai quali non sta bene niente...'. E invece, vincendo resistenze e campanilismi, Slow Food è diventato un punto di riferimento fondamentale per la difesa del territorio, per la riscoperta delle tipicità, per il rispetto i cicli della natura (sarebbero da condannare al digiuno perpetuo quelli che pretendono le ciliegie a Natale e le arance a Ferragosto), per insistere sui prodotti a chilometro zero. Tutte cosucce che sono entrate nel vocabolario quotidiano e che vengono accettate e messe in pratica dalla stragrande maggioranza dei consumatori e dei cittadini. Scelte consapevoli per mangiare bene e soprattutto sano.