ANNO 16 n° 170
Bullismo alla sbarra, studenti e docenti simulano un processo penale a scuola
Concluso il progetto “Simulare un processo penale… per evitare un processo vero”, un percorso formativo che ha unito educazione, legalità e prevenzione del bullismo
19/06/2026 - 15:10

VITERBO - Venerdì 29 maggio docenti, studenti e una professionista del settore hanno simulato una delle fasi di un processo penale sul tema del bullismo. La simulazione è il prodotto finale del progetto “Simulare un processo penale… per evitare un processo vero”, svoltosi durante le ore pomeridiane presso i locali dell’istituto dietro proposta della Professoressa Silvia Briglianti in collaborazione con l’Avvocato Deborah Santi dell’Ordine degli Avvocati di Viterbo. Ragazzi e docenti, guidati passo dopo passo dall’avvocato, che ha anche partecipato alla simulazione, hanno analizzato il fenomeno del bullismo non solo dal punto di vista sociale, ma soprattutto sotto il profilo giuridico. Di seguito i partecipanti con i relativi ruoli nella simulazione:

Professoressa Silvia Briglianti (giudice); Avvocato Deborah Santi (pubblico ministero); Professoressa Maria Rosaria Valente (voce narrante); Professoressa Monica Ranieri e gli studenti Vrinceanu Vlad Sergiu, Ricci Lorenzo, Paggi Nicolò, Nicolò Francesco e Davide Panait (testimoni); studente Botgros Alessio Romeo (cancelliere); studente Brodo Jacopo (avvocato della vittima); studente Torri Daniele (avvocato dell’imputato) Studente Marini Emanuele (vittima); studente Spadini Roberto (imputato.)

Il legale ha predisposto il copione tecnico, animando gli incontri pomeridiani per preparare i ragazzi e le docenti a sapersi destreggiare tra capi d'accusa, arringhe e testimonianze.

A guidare il pubblico e i partecipanti lungo il filo conduttore della vicenda è stata la prof.ssa Maria Rosaria Valente, che ha introdotto i fatti processuali, delineando il contesto della vittima e dei bulli, e ha chiuso la simulazione con una riflessione finale sul peso delle parole e delle azioni.

L'udienza, durata circa un’ora e mezza, ha attraversato tutte le fasi di un vero dibattimento: esame dei testimoni, controesame, discussione delle prove, arringa finale e per concludere una sentenza di condanna dell’imputato alla pena di anni 1 e mesi 2 di reclusione unitamente ad una misura di carattere educativo ovvero un percorso di supporto psicologico finalizzato alla presa di coscienza della gravità delle proprie azioni e alla prevenzione di futuri comportamenti analoghi.

Vedere i ragazzi argomentare quanto prevede la legge e i professori mettersi in gioco in ruoli insoliti ha reso l'esperienza incredibilmente realistica e inclusiva.

Un grande valore aggiunto gli interventi dello psicologo dell’istituto, dott. Paciotti, su tematiche fondamentali quali la dinamica di gruppo e l’escalation, gli effetti psicologici del bullismo, minimizzazione, responsabilità e ruolo dei modelli familiari e sociali nella genesi della violenza.

L'attività ha consentito agli studenti di sviluppare competenze trasversali fondamentali: capacità di argomentazione, lavoro di squadra, public speaking, pensiero critico e rispetto delle regole. Attraverso il coinvolgimento diretto nei diversi ruoli processuali, i ragazzi hanno potuto sperimentare concretamente i principi della legalità e della cittadinanza attiva.

Un progetto che ha trasformato la scuola in un autentico laboratorio di cittadinanza, dove teoria e pratica si sono incontrate per offrire agli studenti un'occasione formativa di grande significato.

Grande soddisfazione è stata espressa dagli organizzatori del progetto, che hanno sottolineato l'impegno e la maturità dimostrati dagli alunni durante tutte le fasi del percorso. L'iniziativa si è conclusa con gli applausi del pubblico presente, confermando il valore di esperienze didattiche capaci di unire apprendimento, partecipazione e crescita personale.






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