ANNO 16 n° 274
Bruni presidente consiglio. Meroi rinomina i quattro assessori Pdl
Rientra la crisi a Palazzo Gentili, resta però in sospeso la posizione di Fracassini,
che ora punta a un assessorato in Comune al posto di Arena, ma la sua corrente...
17/10/2011 - 01:36

VITERBO – Vincenzo Bruni alla presidenza del consiglio, in staffetta, forse, con Roberto Staccini; i quattro assessori Pdl “spodestati” dal presidente Marcello Meroi il 4 ottobre scorso, al culmine della crisi, tornano al loro posto; resta in sospeso la posizione di Antonio Fracassini, che ora punta dritto a un assessorato comunale, quello ai Lavori Pubblici, che Gianni Arena si accinge a lasciare per diventare sub commissario dell’Arpa Lazio, in attesa della nomina alla presidenza. Così le fameliche correnti del Pdl viterbese, dopo settimane di spettacoli disgustosi, si sono accordate per concedere un po’ di pace a Palazzo Gentili.

Oggi (17 ottobre), Meroi restituirà le deleghe a Paolo Equitani (Ambiente), Franco Simeone (Agricoltura), Giuseppe Fraticelli (Cultura) e Paolo Bianchini (Politiche sociali).

Giovedì prossimo, “se non litigano di nuovo”, come spiega un affranto consigliere provinciale, Vincenzo Bruni verrà eletto presidente del consiglio al posto di Piero Camilli, che aveva lasciato la poltrona disgustato da ciò che vedeva nel suo partito. Tra un paio d’anni, Bruni dovrebbe cedere lo scettro a Roberto Staccini. Ammesso che abbia un senso un accordo a così lunga gittata in politica.

Come detto, resta per aria la posizione di Fracassini, il quale, dopo che tutte le caselle a Palazzo Gentili sono state occupate, non può che puntare all’unico posto disponibile: l’assessorato ai Lavori Pubblici che, tra un paio di settimane, dopo l’insediamento di Giovanni Arena all’Arpa-Lazio, tornerà libero.

Quel posto, secondo le complicate alchimie spartitorie Pdl, spetta alla corrente dei sedicenti “quarantenni” e, in particolare, alla sottocorrente dei “rotelliani”, gli “amici” dell’ex assessore Mauro Rotelli. Ora che il posto in giunta comunale si è liberato davvero, i “rotelliani” hanno cominciato ad interrogarsi se valga davvero la pena di assegnarlo al “fuori quota” Fracassini. Del resto, Rotelli, così come gli altri sedicenti “quarantenni”, hanno un solo modo per tenere insieme le loro truppe: dispensare o promettere incarichi. In quest’ottica tutto serve, anche le frattaglie, figuriamoci un assessorato comunale. Così, da un paio di giorni, i boatos dicono che Fracassini potrebbe essere scaricato a favore di qualcun altro.

Gli stessi boatos vorrebbero che la cotta reciproca tra Rotelli e il consigliere regionale Francesco Battistoni, l’altra meta dei sedicenti “quarantenni”, si starebbe esaurendo. E non sarebbe più nemmeno certo che i due affrontino nello stesso schieramento il prossimo congresso provinciale del partito. Sempre più defilata, tra l’altro, si sta facendo anche la posizione di Giuseppe Fraticelli, la parte minoritaria della corrente. Insomma, i sedicenti “quarantenni” potrebbero rivelarsi un fuoco fatuo.

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