ANNO 16 n° 267
Bruciavano rifiuti in un’area agricola: due denunciati a Fabrica di Roma
Intervento dei Carabinieri Forestali: sequestrata l’area, rischiano fino a cinque anni di reclusione
27/01/2026 - 10:58

FABRICA DI ROMA – Sorpresi a bruciare rifiuti di ogni tipo in un’area di loro proprietà: due persone, marito e moglie, sono state denunciate a piede libero dai Carabinieri Forestali per combustione illecita di rifiuti e getto pericoloso di cose.

L’episodio risale al 22 gennaio scorso, quando i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Civita Castellana, impegnati nei servizi di tutela del territorio, hanno sorpreso i due coniugi in località Bandita, nel comune di Fabrica di Roma, intenti alla combustione illecita di rifiuti. Tra il materiale dato alle fiamme indumenti, scarpe, borse, plastica e bombolette spray, con conseguente emissione di fumo, gas e vapori potenzialmente pericolosi.

Il pronto intervento dei militari ha consentito di interrompere immediatamente l’attività illegale e di procedere all’identificazione dei responsabili. Il marito, proprietario dell’area, e la moglie sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria di Viterbo ai sensi dell’articolo 256 bis del decreto legislativo 152/2006 e dell’articolo 674 del codice penale.

Considerato il rischio di alterazione o dispersione delle prove, i Carabinieri Forestali hanno proceduto anche al sequestro penale probatorio dell’area interessata dal rogo, dove erano presenti ceneri e residui incombusti, nonché di un cumulo adiacente di ulteriori rifiuti pronti per essere bruciati. Tra questi componenti in plastica di autovetture, tubature, cavi elettrici, pneumatici fuori uso, rifiuti ingombranti come frigoriferi e televisori, oltre a materiale ferroso.

I Carabinieri Forestali hanno sottolineato come la combustione incontrollata di rifiuti provochi gravissimi danni ambientali, con la possibile emissione di sostanze altamente tossiche, come la diossina, che rappresentano un serio pericolo per la salute dei cittadini, per gli ecosistemi e per la salubrità dell’ambiente.

In caso di condanna, i presunti responsabili rischiano una pena da due a cinque anni di reclusione per combustione illecita di rifiuti, oltre all’arresto fino a un anno o a un’ammenda fino a 206 euro per il reato di getto pericoloso di cose.

L’operazione rientra nell’attività del N.I.P.A.A.F. e dei Nuclei Carabinieri Forestale del Gruppo di Viterbo, costantemente impegnati nel controllo del territorio e nella prevenzione dei reati ambientali. I militari rinnovano infine l’invito ai cittadini a collaborare segnalando eventuali comportamenti illeciti attraverso il numero di emergenza ambientale 1515.






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