


Spot Brancamenta 'Senti il brivido' - Link: https://www.youtube.com/watch?v=k4_lX8bBumA

VITERBO - “Un tuffo al cuore” che pare un’ondata virale: la bevanda alcolica, da degustare fredda, romanza appassionanti scenari quotidiani e profili umani variegati, cullandoli verso un incontro che scatena romantici brividi.
Questo è il progetto che, da pochi anni, Brancamenta ha intrapreso senza abbassare la guardia, con immancabile lucidità e attraverso trasmissioni frequenti. Lo spot pubblicitario dell’amaro, ormai un’invitante strategia televisiva, è diventato sintagma esso stesso di un visual concept contemporaneo: una realizzazione in grado di parlare ai giovani, senza mancare di echeggiare a filoni promozionali passati.
Un futurismo archivistico… O una lavorazione delle immagini attuale, rispettosa di sensibilità all’estetica recentemente maturate? Nella prima evoluzione visuale, un cubo di ghiaccio, trattenuto tra due labbra, introietta in un continuum labirintico e indirizza lo spettatore al cambiamento. Divenuto il verde brillante e mentolato dell’aroma, dipana sugli schermi il packaging del prodotto, immettendo in ulteriori balzi associativi.

Il rimando automatico è allo “stretching” visuale in motion che, nei primi anni 2000, ha precorso l’IA generativa, trasfigurando contorni definiti e determinando creazioni dinamiche. Nelle pubblicità televisive di questa temperie, non era infrequente imbattersi in metamorfosi tra corpi umani in movimento ed elementi naturali: un auspicio per i servizi di grafica a conservare quel nucleo figurativo che informa la nostra arte e la lascia ancorata alle origini.
Un’inquadratura instabile, in apparenza traballante, cattura una ragazza e ne desatura le cromie del viso; il “sorso freddo” enunciato dalla voce over crea diegesi, a dispetto della sua natura testuale, tra un altro profilo femminile e un ambiente naturale impervio, in cui il calore sentimentale giovanile e la potenza rinfrescante di Brancamenta sembrano quasi conservare un talismano.

Lì, un batterista compone ritmi in divenire, mentre, nello stesso background nero, una piantagione di menta all’apice della sua bellezza e la dissoluzione del suo colore verde incontrano il principio e il sapore di un profumo che inebria i sensi. Decisamente un’avventura iperdiegetica e ricca di stimoli, sia per l’analisi strutturale dei contenuti che per uno sguardo spettatoriale affezionato.

Di seguito, meravigliosi volti umani in reciproca relazione – l’elemento che naturalizza e rende accoglibile questo tentativo pubblicitario, poco concettoso e descrittivo a sufficienza – e ancora ghiaccio, che vede il distacco di una sua parte e non lo scioglimento totale del blocco. È mimesi di una compagine, forse, di amici di vecchia data che rimangono intatti a ogni festa, a ogni puntata. Più probabilmente, è allegoria della frizzantezza di Brancamenta, che non si disperde o si consuma immediatamente, rimanendo fedele all’imprinting del primo assaggio.

Lo spot è una sequela di riferimenti sensoriali che, pur nella loro poliedricità, scongiurano il consumo quotidiano di bevande molto alcoliche: si ricorre a sole figure di adulti e, nonostante lo spaccato sia altamente poetico, sono elevati il momento sociale e il piacere di condividere un inusitato aperitivo. Si esalta la sensazione unificante di buon sapore, non la dipendenza trascinante dal prodotto: la comunicazione appare quindi focalizzata e riuscita, formalmente diretta a spettatori consapevoli e con una dose di pathos limabile, ma non teatrale.

L’anima della festa è una donna bellissima, con un elegante tubino verde e orecchini pendenti: sembra vegliare sul momento di ritrovo come un faro che si dissolve a fine serata. È incarnazione di Brancamenta nel nostro spot pubblicitario: andando via, lascia il campo al cielo in notturna e a una tavola di amici che dialogano, mai distratti dalla bevanda.
È l’emblema di un godimento occasionale della bevanda alcolica, che non lascia gli scambi affettivi sullo sfondo, ma vi aggiunge una nota di tono, senza sovrastarne il naturale proseguo.
