ANNO 16 n° 189
Brancamenta segmenta l'immagine nelle sequenze di uno spot: un progetto longevo e coinvolgente
Rubrica 'Pubblicittà' a cura di Elsa Berardi
Elsa
08/07/2026 - 18:56
di Elsa Berardi

Spot Brancamenta 'Senti il brivido' - Link: https://www.youtube.com/watch?v=k4_lX8bBumA

VITERBO - “Un tuffo al cuore” che pare un’ondata virale: la bevanda alcolica, da degustare fredda, romanza appassionanti scenari quotidiani e profili umani variegati, cullandoli verso un incontro che scatena romantici brividi.

Questo è il progetto che, da pochi anni, Brancamenta ha intrapreso senza abbassare la guardia, con immancabile lucidità e attraverso trasmissioni frequenti. Lo spot pubblicitario dell’amaro, ormai un’invitante strategia televisiva, è diventato sintagma esso stesso di un visual concept contemporaneo: una realizzazione in grado di parlare ai giovani, senza mancare di echeggiare a filoni promozionali passati.

Un futurismo archivistico… O una lavorazione delle immagini attuale, rispettosa di sensibilità all’estetica recentemente maturate? Nella prima evoluzione visuale, un cubo di ghiaccio, trattenuto tra due labbra, introietta in un continuum labirintico e indirizza lo spettatore al cambiamento. Divenuto il verde brillante e mentolato dell’aroma, dipana sugli schermi il packaging del prodotto, immettendo in ulteriori balzi associativi.

Il rimando automatico è allo “stretching” visuale in motion che, nei primi anni 2000, ha precorso l’IA generativa, trasfigurando contorni definiti e determinando creazioni dinamiche. Nelle pubblicità televisive di questa temperie, non era infrequente imbattersi in metamorfosi tra corpi umani in movimento ed elementi naturali: un auspicio per i servizi di grafica a conservare quel nucleo figurativo che informa la nostra arte e la lascia ancorata alle origini.

Un’inquadratura instabile, in apparenza traballante, cattura una ragazza e ne desatura le cromie del viso; il “sorso freddo” enunciato dalla voce over crea diegesi, a dispetto della sua natura testuale, tra un altro profilo femminile e un ambiente naturale impervio, in cui il calore sentimentale giovanile e la potenza rinfrescante di Brancamenta sembrano quasi conservare un talismano.

Lì, un batterista compone ritmi in divenire, mentre, nello stesso background nero, una piantagione di menta all’apice della sua bellezza e la dissoluzione del suo colore verde incontrano il principio e il sapore di un profumo che inebria i sensi. Decisamente un’avventura iperdiegetica e ricca di stimoli, sia per l’analisi strutturale dei contenuti che per uno sguardo spettatoriale affezionato.

Di seguito, meravigliosi volti umani in reciproca relazione – l’elemento che naturalizza e rende accoglibile questo tentativo pubblicitario, poco concettoso e descrittivo a sufficienza – e ancora ghiaccio, che vede il distacco di una sua parte e non lo scioglimento totale del blocco. È mimesi di una compagine, forse, di amici di vecchia data che rimangono intatti a ogni festa, a ogni puntata. Più probabilmente, è allegoria della frizzantezza di Brancamenta, che non si disperde o si consuma immediatamente, rimanendo fedele all’imprinting del primo assaggio.

Lo spot è una sequela di riferimenti sensoriali che, pur nella loro poliedricità, scongiurano il consumo quotidiano di bevande molto alcoliche: si ricorre a sole figure di adulti e, nonostante lo spaccato sia altamente poetico, sono elevati il momento sociale e il piacere di condividere un inusitato aperitivo. Si esalta la sensazione unificante di buon sapore, non la dipendenza trascinante dal prodotto: la comunicazione appare quindi focalizzata e riuscita, formalmente diretta a spettatori consapevoli e con una dose di pathos limabile, ma non teatrale.

L’anima della festa è una donna bellissima, con un elegante tubino verde e orecchini pendenti: sembra vegliare sul momento di ritrovo come un faro che si dissolve a fine serata. È incarnazione di Brancamenta nel nostro spot pubblicitario: andando via, lascia il campo al cielo in notturna e a una tavola di amici che dialogano, mai distratti dalla bevanda.

È l’emblema di un godimento occasionale della bevanda alcolica, che non lascia gli scambi affettivi sullo sfondo, ma vi aggiunge una nota di tono, senza sovrastarne il naturale proseguo.

Facebook Twitter Rss