ANNO 16 n° 273
Bottiglia con ammoniaca nel self service, quindicenne in rianimazione
02/12/2011 - 09:50

GENOVA - Nella bottiglietta al posto dell'acqua c'era ammoniaca. Una studentessa di 15 anni è ricoverata in Rianimazione al San Martino. La ragazza ha comprato la bottiglia presso un distributore automatico della stazione Brignole e l'ha aperta e bevuta poco prima di iniziare l'allenamento di calcio presso un campo sportivo di Albaro. Subito dolori lancinanti. E' scattato l'allarme e sul posto si è recata una volante dell'Ufficio prevenzione generale della Questura mentre la polizia ferroviaria ha sigillato tutti i distributori della stazione.

Giulia F. è stata quasi uccisa da quell'acqua avvelenata. Erano le 19 quando si è sentita male mentre camminava in via Trento, nel quartiere residenziale di Albaro, con un'amica per andare all'allenamento della squadra di calcio femminile in cui gioca. Ha sentito un bruciore in bocca, un liquido infiammato che scendeva in gola togliendole il respiro. Solo dieci minuti dopo si è capito perché: dentro la bottiglietta, secondo il medico del 118, c'era una percentuale di ammoniaca. Intubata e portata di urgenza all'ospedale San Martino,

Giulia è stata ricoverata in prognosi riservata. È compito dei poliziotti dell'Ufficio prevenzione generale della Questura di risolvere il giallo, capire cosa è successo: se c'è stata un'anomalia nell'impianto di produzione, se è colpa di una disattenzione di chi ha caricato il distributore, quindi se la bottiglia è stata scambiata con una in cui c'era ammoniaca, o se è il gesto di uno squilibrato.

La bottiglietta incriminata è stata sequestrata per analizzarne il contenuto e la Polfer ha sigillato tutti i distributori della stazione. Si cerca di mettere assieme le testimonianze e ricostruire il puzzle. Un compito difficile perché la ragazza non è in grado di raccontare in quanto è in coma farmacologico, ma non in pericolo di vita. 'In un attimo ha gridato 'mi brucia la bocca' - è la testimonianza dell'amica che era con lei e che è stata interrogata dai poliziotti - e si è messa le mani alla gola perché non riusciva a respirare'. E poi ha aggiunto un particolare che ha creato il mistero. 'Quando ha preso la bottiglietta, mi ha fatto notare che il tappo era svitato, ma non si è preoccupata perché ha pensato di averlo fatto lei e di non ricordarsi quando'.

(Repubblica.it)






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