

Dzhokhar Tsarnaev, il più giovane dei due fratelli responsabili dell'attentato alla maratona di Boston, ha detto agli investigatori che lui e suo fratello Tamerlan, rimasto ucciso il 19 aprile in una sparatoria con la polizia, avevano inizialmente considerato la possibilità di compiere un attentato suicida, il 4 luglio, giorno dell'Indipendenza e festa nazionale degli Stati Uniti. Lo riferisce il New York Times, secondo cui Dzhokhar Tsarnaev avrebbe rivelato che la realizzazione degli ordigni esplosivi, compresi quelli nelle pentole a pressione poi utilizzate alla maratona, fu però più facile e veloce del previsto, e pertanto i due fratelli decisero di anticipare l'attentato, al 15 aprile, giorno della maratona e, in Massachusetts, Patriots Day.
L'ALLARME DEI SAUDITI - Intanto emerge che anche il governo saudita avrebbe allertato le autorità americane riguardo ai comportamenti sospetti di Tamerlan Tsarnaev al quale Riad nel dicembre del 2011 aveva negato il visto per recarsi in pellegrinaggio alla Mecca. Lo ha scritto il quotidiano britannico Daily Mail, secondo cui l'Arabia Saudita ha inviato una lettera al dipartimento per la Sicurezza Interna Usa nel 2012. Nella lettera i funzionari sauditi avrebbero scritto che a Tsarnaev era stato negato il visto d'ingresso nel paese per preoccupazioni riguardo alla sicurezza, spiega il Daily Mail, che cita un funzionario saudita che avrebbe avuto visione diretta del documento. La Casa Bianca, però, non conferma: «Noi ed altri agenzie del governo americano che gestiscono questo tipo di informazioni non abbiamo notizie riguardo ad una lettera di questo tipo», ha detto lla portavoce Caitlin Hayden a riguardo.
corriere.it