

VITERBO – Per un pomeriggio Viterbo si è trasformata nel set a cielo aperto di Boris. Sabato 3 ottobre il centro storico della città ha accolto la Boris Parade, una grande festa dedicata alla serie cult e al suo universo di personaggi, battute e situazioni diventate parte dell'immaginario collettivo.
Migliaia di persone hanno partecipato alla parata organizzata in occasione della seconda edizione del Premio Mattia Torre, promosso dal Tuscia Film Fest, trasformando le vie del centro in un lungo omaggio alla serie e soprattutto al suo autore, scomparso prematuramente.
A rendere ancora più riconoscibile la manifestazione sono stati i numerosi cartelli con le frasi più celebri delle quattro stagioni di Boris. Il pubblico li ha portati lungo il percorso, creando una sorta di gigantesca raccolta delle battute che hanno contribuito al successo della serie.
La musica di Boris accompagna la parata
La passeggiata è partita da piazza delle Erbe ed è arrivata fino al Teatro dell'Unione, accompagnata dal vivo dalle musiche composte per Boris da Giuliano Taviani e Carmelo Travia.
A eseguire la colonna sonora è stata una formazione composta da cinque fiati e batteria, con Gaetano Rizzo, Laura Sorrentino, Marco Ignazio Nero, Lorenzo Esposito, Rosario Tramontano e Leonardo Arena, nell'ambito della collaborazione con Orchestralunata.
Le musiche hanno così accompagnato il pubblico lungo le strade del centro storico, trasformando la parata in un vero e proprio spettacolo itinerante.
La festa è poi proseguita al Teatro dell'Unione, dove le composizioni di Taviani e Travia sono tornate protagoniste durante gli appuntamenti dedicati al Premio Mattia Torre.
Dal cast di Boris a Viterbo per ricordare Mattia Torre
A guidare idealmente la parata sono stati alcuni dei volti più conosciuti della serie.
Tra i protagonisti presenti c'erano Pietro Sermonti, interprete di Stanis La Rochelle, Massimo De Lorenzo, Carlo De Ruggieri, che nella serie interpreta Lorenzo, lo stagista, e Luca Amorosino, nei panni di Alfredo, l'aiuto regista.
Alla Boris Parade hanno partecipato anche Caterina Guzzanti, Alessandro Tiberi, Valerio Aprea e Giulia Mombelli, insieme agli autori della serie Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, che hanno scritto Boris insieme a Mattia Torre.
Presenti naturalmente anche Taviani e Travia, legati alla serie attraverso la realizzazione della colonna sonora.
Gli attori hanno interagito con il pubblico e scherzato con i cartelli portati dai fan, contribuendo a creare un'atmosfera spontanea e festosa.
Viterbo si veste di Boris
Uno degli elementi più caratteristici della giornata è stata proprio la partecipazione del pubblico.
Le citazioni della serie hanno accompagnato il corteo attraverso il centro storico, mentre centinaia di persone si sono fermate lungo il percorso per assistere alla parata e salutare gli interpreti.
Non una semplice sfilata, quindi, ma un momento collettivo nel quale gli spettatori sono diventati parte dello spettacolo. Le frasi di Boris, riprodotte sui cartelli e ripetute dai fan, hanno trasformato le strade di Viterbo in un grande spazio dedicato alla serie.
La Boris Parade ha così trovato una dimensione particolarmente adatta allo spirito della produzione: ironica, popolare e capace di coinvolgere direttamente il pubblico.
Un omaggio a Mattia Torre attraverso Boris
Dietro la festa, però, c'è stato soprattutto il desiderio di ricordare Mattia Torre, autore, sceneggiatore e regista che con Boris ha contribuito a cambiare il modo di raccontare la televisione italiana.
La parata è stata infatti uno degli appuntamenti del Premio Mattia Torre, nato per mantenere viva la sua eredità artistica e valorizzare nuovi autori.
L'iniziativa punta in particolare a dare spazio a giovani monologhisti under 35, offrendo loro la possibilità di presentare il proprio lavoro e confrontarsi con il mondo del teatro e della scrittura.
La seconda edizione del premio ha portato a Viterbo numerosi artisti, amici e collaboratori di Torre, tra cui Geppi Cucciari, Zerocalcare, Sabina Guzzanti, Betti Pedrazzi, Cristina Pellegrino, Andrea Salerno, Enrico Magrelli e molti dei protagonisti di Boris.
Il Premio Mattia Torre e i giovani autori
Accanto all'omaggio a Torre, il premio ha mantenuto il suo obiettivo di valorizzare nuovi talenti della scrittura italiana.
La giuria, composta da Valerio Aprea, Giacomo Ciarrapico, Geppi Cucciari, Pietro Sermonti e Luca Vendruscolo, ha selezionato i sette finalisti della seconda edizione.
Sono arrivati alla fase finale Giulio Armeni con Il pozzo di Valloxen, Francesca Bertozzi con Poi mi viene l'ansia, Laura Guerrieri con Gli piaccio o non gli piaccio?, Stefano Rinaudo con Cronache ospedaliere, Fabrizio Sani con Lucio, Nemanja Suvajac con Il curioso caso del Bulldog e Giulietta Tisminetzky con Nutella Love.
A conquistare il Premio della Giuria e il Premio del Pubblico è stato Fabrizio Sani con il monologo “Lucio”.
Una festa nel cuore di Viterbo
La Boris Parade ha rappresentato il momento più popolare e partecipato della giornata dedicata a Mattia Torre. La presenza del cast, degli autori e di migliaia di appassionati ha trasformato il centro storico di Viterbo in un luogo di incontro tra televisione, teatro e pubblico.
Le musiche di Boris, le battute sui cartelli, gli interpreti della serie e il pubblico hanno costruito un omaggio collettivo a un autore capace di raccontare con ironia e intelligenza vizi, contraddizioni e paradossi della società italiana.
E proprio questo è stato il significato della giornata: ricordare Mattia Torre non soltanto attraverso la memoria, ma attraverso le sue parole, i suoi personaggi e la capacità delle sue opere di continuare a parlare al pubblico.
Viterbo, per un giorno, ha fatto da palcoscenico a quell'universo. E la Boris Parade, con il centro storico affollato e le musiche della serie a scandire il percorso, ha trasformato il ricordo in una festa condivisa.