ANNO 16 n° 267
Boom Elettrico a Dicembre (+106%): vera svolta o strategia anti-multe? L'analisi dei dati 2025
Le auto a batteria (BEV) raddoppiano le vendite nell'ultimo mese per sfuggire alle sanzioni CAFE
07/01/2026 - 09:24

Se guardassimo il mercato dell'auto italiano attraverso la lente di ingrandimento del solo mese di dicembre 2025, vedremmo un Paese improvvisamente nord-europeo, convertito sulla via di Damasco alla mobilità elettrica. Le immatricolazioni di auto elettriche pure (BEV) sono letteralmente esplose, segnando un incredibile +106,8% rispetto allo stesso mese del 2024. Le vetture ricaricabili (la somma di Elettriche pure e Ibride Plug-in) hanno toccato nell'ultimo mese dell'anno una quota di mercato superiore al 20%, con le Plug-in (PHEV) che hanno fatto registrare addirittura un +137,3%. Numeri da capogiro, che potrebbero far gridare al miracolo. Ma la realtà, analizzata a freddo sui dati annuali, è ben diversa e molto più complessa.

La mannaia della CO2 e la corsa di fine anno Questo sprint finale non è frutto di un improvviso innamoramento degli italiani per la spina, né di una maturazione spontanea della domanda. È, molto più pragmaticamente, il risultato di una necessità industriale disperata. Il 2025 è l'anno di riferimento per il calcolo delle emissioni medie che determineranno le sanzioni dell'Unione Europea (regolamento CAFE). I costruttori auto (OEM), accortisi di essere pericolosamente fuori dai target di emissioni medie (93,6 g/km di CO2), hanno spinto sull'acceleratore delle immatricolazioni 'green' nell'ultimo mese utile. Hanno usato ogni leva possibile:

  • Sconti massicci: Promozioni irripetibili su modelli elettrici per svuotare i piazzali.
  • Auto-immatricolazioni: Migliaia di vetture elettriche sono state intestate direttamente alle concessionarie (Demo) o alle filiali delle case auto ('Rent-to-self'), per farle risultare vendute e abbattere la media statistica della CO2.
  • Pressioni sul Noleggio: Canali preferenziali e sconti extra per le società di noleggio che accettavano di immatricolare BEV entro il 31 dicembre.

Il risultato è un dicembre drogato, che maschera un anno molto più magro.

Il vero bilancio 2025: l'elettrico resta una nicchia Allargando lo sguardo ai 12 mesi, la quota delle auto elettriche in Italia si ferma a un modesto 6,2% (in leggera crescita rispetto al 5,4% del 2024). Siamo ancora lontanissimi dalla media europea (che viaggia verso il 15-16%) e sideralmente distanti dai target necessari per la decarbonizzazione al 2035. Le auto Ibride Plug-in (PHEV) chiudono l'anno con una quota simile, intorno al 6%, portando il totale delle 'ricaricabili' a circa il 12-13% del mercato. L'87% degli italiani, nel 2025, ha scelto ancora un'auto che non ha bisogno di una presa di corrente per muoversi.

Ibride regine, Diesel in ritirata ma non sconfitto Mentre l'elettrico vive di fiammate legate agli incentivi, la vera 'safety car' del mercato italiano si conferma l'ibrido senza spina (Full e Mild Hybrid). Questa motorizzazione ha chiuso l'anno con una quota record del 44,8%, guadagnando oltre 4 punti percentuali rispetto al 2024. È la scelta di compromesso perfetta: riduce i consumi, entra nelle ZTL, ma non cambia le abitudini di guida e non crea ansia da ricarica. Dall'altra parte della barricata, le motorizzazioni tradizionali pure arretrano. Il Benzina crolla del 30% a dicembre, e il Diesel segna un -30,2% nell'ultimo mese. Tuttavia, attenzione a dare il gasolio per morto: nel cumulato annuo mantiene ancora una quota significativa, soprattutto grazie al canale Noleggio e alle aziende, dove per chi percorre 30-40.000 km l'anno resta l'opzione più efficiente.

Il punto di vista di Noleggio Semplice: il nodo del Valore Residuo Perché, al netto delle forzature di dicembre, l'elettrico non decolla tra i privati? 'Il problema non è più l'autonomia e nemmeno l'infrastruttura, che sta crescendo,' spiega Alessandro Borrelli, GM di Noleggio Semplice. 'Il vero freno a mano tirato è il rischio finanziario. Comprare un'auto elettrica oggi, sborsando 35 o 40.000 euro di tasca propria, è un azzardo sul valore futuro. Con l'evoluzione tecnologica delle batterie che corre veloce e la guerra dei prezzi scatenata da Tesla e dai cinesi, un'auto elettrica comprata oggi rischia di valere meno della metà tra tre anni. Il consumatore privato lo ha capito ed è terrorizzato.'

È qui che il Noleggio a Lungo Termine diventa l'unica chiave di volta possibile per la transizione. 'Con il noleggio,' continua Borrelli, 'il rischio del valore residuo (VR) viene assorbito interamente dalla società di noleggio. Il cliente paga un canone per l'uso e, a fine contratto, restituisce l'auto senza doversi preoccupare di svenderla in un mercato dell'usato incerto. Non è un caso se la penetrazione delle BEV (Battery Electric Vehicles) nel canale noleggio è stabilmente più alta (quasi doppia) rispetto al canale privati. Chi vuole guidare elettrico oggi lo fa noleggiando, perché è la scelta finanziariamente più razionale.'

Chi ha spinto di più? I protagonisti del boom Tra i protagonisti di questo exploit dicembrino spiccano alcuni nomi chiave.

  • Tesla: Ha recuperato terreno con consegne massicce di Model 3 e Model Y, confermandosi leader indiscusso delle BEV.
  • Volvo: Il piccolo SUV EX30 è stato un successo clamoroso, spingendo il marchio svedese (di proprietà cinese) verso quote record nell'elettrico.
  • Leapmotor: La vera sorpresa. Il brand cinese partner di Stellantis ha immatricolato migliaia di T03 (la citycar economica) proprio a dicembre, diventando uno dei modelli elettrici più targati del mese.
  • MG: Continua a macinare numeri con la MG4, offrendo un rapporto qualità/prezzo che mette in difficoltà le concorrenti europee.

Cosa aspettarsi nel 2026? Il 2026 sarà l'anno in cui i nodi verranno al pettine. Senza un piano di incentivi strutturale (e non a singhiozzo) e senza una revisione della fiscalità sulle auto aziendali, il mercato elettrico rischia di vivere un 'effetto elastico': dopo il boom di dicembre, un crollo a gennaio e febbraio. La vera sfida sarà spostare l'attenzione dall'acquisto al canone mensile, rendendo l'auto elettrica accessibile non per il suo prezzo di listino, ma per il suo costo d'uso (TCO). E in questo, il noleggio sarà l'attore protagonista.






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