ANNO 16 n° 151
Boom di richieste
per la cremazione
Dal Lazio, dove mancano strutture adeguate, si rivolgono a Viterbo
08/04/2015 - 00:01

VITERBO - Non solo di emigrazione è fatta la Tuscia. Se tanti, tantissimi viterbesi si recano in altre province o in altre regioni per farsi curare, c'è anche chi, e sono molti, sceglie proprio la città dei papi per compiere l'ultimo viaggio. Per per essere cremato. Dopo Roma, infatti, Viterbo è la città del Lazio che richiama la più alta migrazione, per così dire post mortem. Un fenomeno dovuto da un lato ai lunghi tempi d'attesa che che ci sono a Roma e in altre province per essere cremati o per la mancanza assoluta, come nel caso della Ciociaria, di strutture adeguate. Da qui l'aumento esponenziale di quanti si rovolgono a Viterbo per far cremare il ''caro estinto''.

Dopo le recenti aperture della Conferenza Episcopale Italiana, le richieste di cremazioni di amici e parenti passati a miglior vita stanno vivendo (si fa per dire) un vero e proprio boom. Un po' perché alcuni la ritengono un modo più igienico e rapido per dire addio ai propri cari, fedeli all'idea che ''polvere siamo e polvere ritorneremo''. Un bel po' perché, rispetto alla tradizionale inumazione, hanno un costo decisamente inferiore (in alcuni casi è possibile cavarsela spendendo un migliaio di euro, tra cremazione in sé, urna e rituali spese amministrative).

Le statistiche parlano di un trend decisamente in crescita: nei prossimi anni si prevede che le cremazioni saranno scelte dai parenti del defunto nel 25-30% dei casi. I vescovi italiani, d'altronde, si sono ormai arresi all'evidenza, rimuovendo negli anni tanti paletti posti in passato e limitandosi a osteggiare la dispersione delle ceneri in natura (è in arrivo un documento che detterà pratiche linee guida a disposizione dei fedeli).

Numeri che stanno creando però non pochi grattacapi ad alcune zone d'Italia dove, in mancanza di strutture in grado di effettuare le operazioni necessarie, i richiedenti sono costretti a rivolgersi altrove. È il caso della Ciociaria, dalla quale in molti si dirigono verso Roma o Viterbo (sede anche di un'associazione che difende il diritto alla cremazione): nella provincia di Frosinone, di forni non c'è neanche l'ombra. E così, per onorare le volontà del caro estinto, in tanti si rivolgono alla Tuscia, ormai un punto di riferimento in materia di assistenza ai trapassati.  






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