ANNO 16 n° 272
Bomarzo, vietato giocare a pallone: parte la raccolta firme di protesta
L'opposizione lancia la petizione
28/07/2017 - 06:41

BOMARZO - Divieto di giocare a pallone per le strade di Bomarzo, il gruppo di opposizione ''Uguaglianza'' dice no e lancia una raccolta firme per chiedere la revoca del contestato provvedimento.

Continua a far discutere in paese l'ordinanza del 21 luglio scorso, firmata dal vice sindaco Carlo Guglielmo, che ha vietato ''il gioco del pallone in tutte le forme e le modalità di svolgimento in tutte le strade, piazze e spazi pubblici, escluse le aree appositamente preposte, dalle ore 00:00 alle ore 24:00''. Per i trasgressori multe da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro.

Il provvedimento, dettato inizialmente per la frazione di Mugnano in Teverina, è stato poi esteso a tutto il territorio comunale. L’ordinanza - come si legge nel testo – è una risposta dell'amministrazione ai ''numerosi cittadini che nel periodo estivo hanno lamentato l’impossibilità di sedersi sulle panchine o di passeggiare in piazza Vittorio Emanuele III a Mugnano in Teverina perché disturbati dal gioco del pallone e che, per le modalità di svolgimento, siffatta pratica sportiva può concretamente causare ingenti danni al patrimonio pubblico e privato insistente sulla piazza e, più in generale, pericoli per la sicurezza delle persone che vi transitano o vi sostano, tra le quali, come è noto, vi sono persone anziane''.

A regazzì e mo' ve lo buco 'sto pallone, proprio come la frase cult di una nota pubblicità con protagonista lo scugnizzo Fabio Cannavaro.

L'amministrazione, resasi conto, forse, di averla fatta grossa, è tornata lo stesso giorno sui suoi passi, restringendo con un'altra ordinanza l'orario di divieto: non più h 24 ma dalle 14 alle 17 e dalle 23 alle 7. Rimane invariato, invece, il divieto di ''mettere in atto tutti quei comportamenti che possono arrecare disturbo alla quieta pubblica e al riposo'' nella fascia oraria notturna.

Il provvedimento, però, continua a non andare giù all'opposizione: ecco allora l'idea delle petizione, lanciata sulla pagina Facebook ''Gruppo Uguaglianza''.

''Ma dai e una cosa ridicola, poi gli abitanti fanno le pecore, accettano e pace sia. Ma chi porta a spasso il cane e non raccoglie i bisogni cosa meriterebbe?'' scrive tra i commenti E.N. 

''Se potrebbe aggiusta' meglio! - suggerisce M.C. - Ma per le sagre e degustazioni come funziona? Damoje un'altra sistematina forse è meglio! Aggiustiamo per tutti... Non famo i furbi!''.

''Associare il pallone ai giochi molesti - dice invece M.R. - è il messaggio più sbagliato che un’amministrazione comunale può veicolare. Per quanto legittime possono essere le ragioni della gente del paese, è infatti il concetto di divieto legato al calcio a essere sbagliato. Certo, ciò non significa che il paese debba trasformarsi in campo da gioco, ma il punto di partenza deve essere uno solo: il calcio, come tanti altri sport di squadra che si giocano con la palla, è aggregante e, proprio per questo, non si può correre il rischio di confonderlo con situazioni negative. Ora sono gli smartphone e i giochi al computer a farla da padrone, purtroppo, anche tra i bambini''.

''È la faccia brutta della tecnologia - continua -, quella che rischia di far perdere ai più piccoli pure il gusto di sognare inseguendo un pallone. E' meglio forse vederli al bar a bere e a fumare chissà cosa?. Non possiamo infatti ignorare il diritto dei ragazzi a divertirsi, a trascorrere del tempo a conoscersi dando un calcio al pallone e scoprire così quei sentimenti che su un campo di calcio, anche se improvvisato, poi saranno amplificati dalle vicende di vita. Allora si diano loro spazi pubblici in cui poter giocare, e solo dopo si emettano ordinanze rispettose dello spazio pubblico seguite da segnali di divieto. Il calcio - conclude - è un sogno ed è anche aggregante: non trattiamolo male''.






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