ANNO 16 n° 272
''Bollette pazze? No, percentuale problemi minima e fisiologica''
Il direttore generale della Talete: ''Su 121mila fatture relative al secondo trimestre effettuate 281 rettifiche''
22/08/2020 - 06:52

VITERBO - ''La mole dei dati lavorati rispetto alle eventuali problematiche evidenziate da alcuni utenti, rientra in una percentuale talmente bassa da dover essere considerata fisiologica''.

La Talete risponde per bocca del direttore generale Alessandro Fraschetti alle polemiche dei giorni scorsi sugli importi richiesti in bolletta elevati per il consumo dell’acqua.

Dice Fraschetti: ''Per quanto riguarda l’emissione corrente, relativa al 2° Trimestre 2020, sono state ad oggi effettuate, su oltre 121.000 fatture già recapitate, 281 rettifiche di fatturazione (pari allo 0,2% circa) per segnalazione di consumi effettivi rispetto a quelli stimati indicati in fattura. Le istanze di rettifica vengono accolte soltanto qualora la richiesta sia stata formulata antecedentemente alla data di scadenza della fattura''.

Il direttore della Talete spiega il meccanismo dei conguagli: ''Talete effettua, in linea con le disposizioni dell’autorità nazionale Arera, due letture all’anno, emettendo n. 4 ruoli trimestrali all’anno. I ruoli intermedi tra una lettura effettiva e l’altra sono emessi in acconto sulla base dei consumi medi riscontrati nei periodi precedenti, calcolati automaticamente dal sistema operativo. Ogni due emissioni il consumo fatturato viene conguagliato con la lettura effettiva. Per le migliaia di contatori (circa il 15% del totale) ancora ubicati all’interno delle abitazioni, resta facoltà dell’utente comunicare ogni trimestre la propria lettura effettiva, in base alla quale verrà emessa la fattura; occorre precisare che l’acquisizione delle letture effettive non è immediata, in quanto i dati vengono riversati a sistema dopo i necessari controlli e al completamento di tutte le letture per ciascun Comune; in caso di lettura prossima al periodo di fatturazione e dunque non ancora acquisita a sistema, viene comunque calcolata una lettura stimata che sarà poi conguagliata con quella effettiva alla prima emissione utile''.

La Talete non accetta la definizione di bollette pazze: ''Le fatture emesse in base ad un consumo presunto – conclude Fraschetti - non possono essere considerate bollette errate, in quanto l’allineamento con la lettura effettiva del contatore può essere in più o in meno. Prima di ogni emissione, viene comunque effettuato un controllo su tutte le fatture eccedenti le soglie di controllo al fine di scongiurare le fatture di importo eccessivo, sempre rispetto alla media dei consumi precedenti. Pertanto, non è chiaro a quali fattispecie di fatture si riferisca la definizione di bollette pazze, in quanto agli operatori dedicati al servizio non pervengono segnalazioni di tali eccessive anomalie''.






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