ANNO 16 n° 275
Bollette PalaMalè?
Insogna: ''Lavoriamo
a una conciliazione''
10/03/2014 - 15:50

VITERBO – (An. Ar.) La delibera comunale che assegna ad un avvocato il mandato di “intraprendere tutte le azioni necessarie” per recuperare i 36mila euro di bollette elettriche non pagate dalla Probasket – la società che ha in gestione il PalaMalè – ha scatenato un bel po' di caos. La notizia, riportata da Viterbonews24, dell'azione promossa dall'assessore al Contenzioso Alessandra Zucchi, e approvata all'unanimità dagli assessori presenti in quella riunione del 28 febbraio, ha colto di sorpresa quelli dell'Asd Probasket, la società che riunisce tutte le maggiori realtà cestistiche viterbesi (Stella Azzurra, Nuova Fortitudo, Santa Rosa e Ants) e che ha in gestione proprio il palazzetto dello sport.

“Stiamo parlando da mesi col Stefano Menghini, il dirigente del IV settore del Comune, che si occupa tra le altre cose proprio degli impianti sportivi – spiegano dalla Probasket – Stavamo ragionando con calma su come risolvere la questione”. Una questione intricata, e che presenta molte sfaccettature. A partire per esempio dal contratto di gestione sottoscritto tra palazzo dei Priori e il consorzio Probasket, che consente al Comune di sfruttare per cinque giornate all'anno, in forma gratuita, il PalaMalè. In realtà il Comune avrebbe utilizzato l'impianto – per manifestazioni, incontri, esibizioni – per un numero maggiore di giorni rispetto a quelli concordati. Di qui l'esigenza di “contrattare” una forma di sconto sulle bollette, un tacito accordo tra geniluomini (o presunti tali) della serie: ti diamo il palazzetto quando lo chiedi, ma poi ci vieni incontro nel pagamento delle utenze. Anche perché pure quando è il Comune ad utilizzare l'impianto, le spese poi finivano in conto alla Probasket.

Lo dice anche il consigliere delegato allo Sport Sergio Insogna, in un comunicato: “La delibera in questione fa semplicemente parte di un procedimento amministrativo ed economico concordato dalle parti per addivenire ad una conciliazione in camera arbitrale, dal momento che è vero che la Probasket non ha soddisfatto la somma indicata in delibera, ma è anche vero che il Comune deve alla Probasket, sempre in base alla convenzione del 2010, delle somme per una serie di attività svolte, negli anni pregressi, presso il Palamalè in giornate non di competenza comunale,tra le altre cose la somma richiesta dalla Probasket è di poco inferiore a quella dovuta al comune – scrive Insogna - Mi sono sentito in dovere di intervenire per chiarire i termini della questione, ripeto concordata dalle parti, seguendo un iter amministrativo corretto che possa condurre ad una conciliazione presso la Camera di Commercio, per cui l’incarico al legale è stato attribuito in questo senso. Mi è corso l’obbligo morale, sportivo ed amministrativo di chiarire questo anche in difesa della onorabilità e della credibilità della società Probasket  che sicuramente hanno subito un danno d’immagine dalla non conoscenza di quanto sopra esposto”. La cosa è comunque imbarazzante: mentre una parte del Comune trattava, l'altra firmava una delibera e incaricava un avvocato (a pagamento) per attivare la procedura di riscossione... Il braccio destro che non sa cosa fa il sinistro.

Bene, una pezza è stata messa, almeno una. Di certo però i toni della delibera restano bellicosi. Anche perché le mancanze da parte del Comune (non solo l'attuale amministrazione, sia chiaro) sono note a tutti i frequentatori abituali del palazzetto, siano essi giocatori, dirigenti o semplici spettatori. Dall'impianto di riscaldamento che non riscalda, alle infiltrazioni d'acqua dal tetto (lo scorso anno su sospesa una partita della Fortitudo: bella figura per l'immagine di Viterbo nel mondo cestistico e non solo...), fino alla vecchia centralina dell'elettricità, pericolosa, inaffidabile e sostituita giusto qualche mese fa. Meglio tardi che mai.

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