ANNO 16 n° 272
Bolletta su del 600%: il caso dell'Olympia Ceramica
Giampiero Patrizi, export manager e presidente Federlazio:'Indispensabile un tetto al prezzo del gas, altrimenti saremo out'
Alessandra
05/09/2022 - 07:01
di Alessandra Sorge

CIVITA CASTELLANA -  'Passare dai 20mila euro nel 2021 agli oltre 110mila nel 2022 equivale a pagare un aumento del 439%. Se poi consideriamo che, rispetto allo scorso anno, i consumi di gas sono stati inferiori del 24%, la percentuale sale al 600%'. Sono numeri impressionanti quelli che descrive Giampiero Patrizi, export manager della Olympia Ceramica e presidente di Federlazio Ceramiche, riguardo all'ultima fattura che si è visto recapitare in ufficio a luglio, un mese prima di spegnere i forni per la pausa estiva.

Come ormai ampiamente previsto, gli effetti del caro bollette si stanno abbattendo come una scure sulle industrie ceramiche del distretto di Civita Castellana. Situazione, questa, che nella sua drammaticità è stata già ampiamente affrontata e dibattuta su più fronti, ma il caso della ceramica Olympia, che ha sede a Corchiano, con i suoi 40 dipendenti, è più che rappresentativo di quello che stanno vivendo la maggior parte delle industrie del distretto: i costi esorbitanti delle utenze stanno mettendo a dura prova gli equilibri finanziari delle società.

 Si cercano soluzioni. Per le imprese energivore come quelle del distretto la strada è ancora in salita. 'La situazione al momento è critica - afferma Patrizi - lavoriamo con un prezzo di cottura aumentato di 10 volte e per arginare i costi abbiamo dovuto programmare una riduzione della produzione, ciò significa produrre solo il materiale che serve per evadere gli ordini senza fare magazzino'. Al momento sembra scongiurata la cassa integrazione, anche se, visti i presupposti, una riduzione della produzione potrebbe avere un impatto negativo anche sull'occupazione. 

Ma a preoccupare gli imprenditori ci sono anche gli aumenti delle materie prime:' Rispetto allo scorso anno abbiamo avuto un'impennata delle materie prime del 30%  - prosegue Patrizi con rammarico -. Abbiamo ritoccato i prezzi, ma se gli aumenti sono troppo alti rischiamo di uscire fuori mercato'.

 Il rischio infatti è che i competitor stranieri schiaccino la produzione locale:'Il comparto ceramico arriva ad esportare circa il 60% della produzione e aumentare i prezzi significa non reggere il confronto con le altre nazioni che, a differenza nostra, possono contare su un tetto al prezzo del gas, come ad esempio la Spagna che, come l'Italia è una grande produttrice di prodotti in ceramica'.

 'Come Federlazio - conclude Patrizi - ribadiamo con forza la necessità di mettere un tetto al prezzo del gas come è stato fatto nella vicina Spagna, dove è stato fissato a 40€ al megawattora. Lo diciamo da più di un anno, ben prima dello scoppio della guerra. Solo così si può evitare la speculazione che non sta producendo altro che danni incalcolabili alla nostra economia'.

 

 


Bolletta su del 600%: il caso dell'Olympia Ceramica

Giampiero Patrizi, export manager e presidente Federlazio:'Indispensabile un tetto al prezzo del Gas, altrimenti saremo out'

'Passare dai 20mila euro nel 2021 agli oltre 110mila nel 2022 equivale a pagare un aumento del 439%. Se poi consideriamo

che, rispetto allo scorso anno, i consumi di gas sono stati inferiori del 24%, la percentuale sale al 600%'. Sono numeri

impressionanti quelli che descrive Giampiero Patrizi, export manager della Olympia Ceramica e presidente di Federlazio

Ceramiche, riguardo all'ultima fattura che si è visto recapitare in ufficio a luglio, un mese prima di spegnere i forni per

la pausa estiva.

Come ormai ampiamente previsto, gli effetti del caro bollette si stanno abbattendo come una scure sulle industrie ceramiche

del distretto di Civita Castellana. Situazione, questa, che nella sua drammaticità è stata già ampiamente affrontata e

dibattuta su più fronti, ma il caso della ceramica Olympia, che ha sede a Corchiano, con i suoi 40 dipendenti, è più che

rappresentativo di quello che stanno vivendo la maggior parte delle industrie del distretto: i costi esorbitanti delle

utenze stanno mettendo a dura prova gli equilibri finanziari delle società.

Si cercano soluzioni. Per le imprese energivore come quelle del distretto la strada sembra ancora in salita. 'La situazione

al momento è critica - afferma Patrizi - lavoriamo con un prezzo di cottura salito di 10 volte e per arginare i costi

abbiamo dovuto programmare una riduzione della produzione, ciò significa produrre solo il materiale che ci serve senza fare

magazzino'. Al momento sembra scongiurata la cassa integrazione:'Ma qualora, visti i presupposti, dovessimo diminuire la

produzione, pur avendo ordini da consegnare, dobbiamo usare la cassa integrazione, pur non volendo'.
La cassa integrazione è una parola che fa paura e che si cerca di scongiurare con ogni mezzo. 'Abbiamo avuto un aumento

delle materie prime del 30% sul 2021 - prosegue Patrizi con rammarico -. Abbiamo ritoccato i prezzi, ma se gli aumenti sono

troppo alti rischiamo di uscire fuori mercato'.

Il rischio è che i competitor stranieri schiaccino la produzione nostrana:'Il comparto ceramico locale arriva ad esportare

circa il 60% della produzione e aumentare i prezzi significa non reggere il confronto con le altre nazioni che, a differenza

nostra, possono contare su un tetto al prezzo del gas, come ad esempio la Spagna che, come l'Italia è una grande produttrice

di prodotti in ceramica'.

'Come Federlazio - conclude Patrizi - ribadiamo con forza la necessità di mettere un tetto al prezzo del gas come, ad

esempio, nella vicina Spagna, in cui è stato fissato il gas a 40€ al megawattora. Lo diciamo da più di un anno, ben prima

dello scoppio della guerra. Solo così si può evitare la speculazione che non sta producendo altro che danni incalcolabili

alla nostra economia'.





Facebook Twitter Rss