

VITERBO (Fla. Lud.) – ''E menomale che le tracce dovevano essere in linea con i programmi svolti durante l’anno, Quasimodo noi non l’abbiamo mai trattato''. Questo è il commento più gettonato tra i ragazzi viterbesi subito dopo aver consegnato l’elaborato alla commissione. In pochi, pochissimi, infatti, sono riusciti a svolgere l’analisi del testo, a dir la verità nessuno degli intervistati. Al Buratti, al Ruffini, al Santa Rosa e al Savi solo un paio di studenti per classe lo ha scelto, hanno riferito. ''Mai studiato Quasimodo e mai sentita questa poesia, era troppo rischioso addentrarsi nell’analisi'', ha spiegato una ragazza del Liceo linguistico. Scartata subito l’analisi del testo, i ragazzi si sono concentrati sulle altre tracce.
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Anche il tema di ordine generale non ha riscosso molto successo. Era una frase tratta da ''Il rammendo delle periferie'', articolo di Renzo Piano pubblicato nel gennaio scorso sul Sole 24 Ore. ''Bello ma non ho trovato l’ispirazione giusta, avrei rischiato di andare fuori tema e alla maturità non me lo potevo permettere'', ha commentato una studentessa del liceo classico. ''In classe mia non l’ha scelto nessuno - ha detto un altro alunno– ma poi chi è Renzo Piano?''.
Ad andare per la maggiore è stato il saggio breve, in tutte le sue declinazioni. Tra i titoli più scelti, la traccia di ambito tecnico scientifico che invitava i ragazzi a riflettere sulle “Tecnologie pervasive” e quella di ambito storico politico sulla “Violenza e non violenza, due volti del Novecento”. ''Quello sulle tecnologie era il più facile – ha spiegato una ragazza del Paolo Savi –, non ho neanche perso tempo a leggere le altre tracce, mi sono subito messa al lavoro''. Pareri discordanti, invece, sul saggio di ambito artistico letterario dal titolo ''Il dono'': chi l’ha trovato di difficile comprensione e chi invece avrebbe voluto più tempo per riordinare le idee. Il tema storico, quello sulle differenze tra l’Europa del 1914 e l’Europa del 2014? ''Troppo scontato'' o ''troppo vasto''.
In generale le tracce di questa prima prova della maturità 2014 non sono piaciute molto. Ma ora, chiuso il vocabolario d’italiano, si pensa già a domani, giorno fatidico della seconda prova, che è differente a seconda dell’indirizzo scolastico. Ansia? ''Tanta – ha risposto un maturando del classico - , ma lo scritto più critico è il terzo, quello di lunedì''.
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