

NEPI - In un'Italia ormai 'infetta' dove il coronavirus ha già mietuto migliaia e migliaia di vittime, venti ragazzi delle medie, 10 maschi e 10 femmine, fuggono a bordo di uno scuolabus dopo aver scoperto che anche nella loro scuola sono iniziati i contagi. Alla guida c'è un loro docente, che vuole portarli in salvo su un'isola deserta appartenuta ai suoi nonni, sulle coste della Sicilia. Il prof, colpito anche lui dal virus, sull'isola disgraziatamente non ci arriverà mai, i suoi alunni in compenso sì. Nell'attesa che l'epidemia finisca e che qualcuno li venga a salvare, i venti ragazzi decidono di ammazzare il tempo inventando e raccontandosi ogni sera delle storie.

Se questa trama vi ricorda qualcosa, non sbagliate: all'istituto comprensivo Stradella di Nepi i ragazzi della 2C esorcizzano la paura scrivendo un piccolo Decamerone ai tempi del coronavirus. Sulle orme dell'originale, ogni settimana i ragazzi eleggono un re e una regina, i quali stabiliscono il genere e il tema su cui i compagni dovranno poi cimentarsi: le novelle spaziano dall'horror all'avventura, toccando sentimenti universali come l'amicizia, la gelosia e l'amore, ovviamente mai a carattere 'boccaccesco'. A occuparsi della storia 'madre', sono Giulia e Jasin: spetta a loro ogni settimana il non semplice compito di 'cucire' le varie novelle dentro una cornice narrativa plausibile e avvincente. Ma in generale tutti i ragazzi, a quanto riferiscono i docenti, stanno rivelando talento e fantasia, e non è da escludere che a fine anno il risultato di questo laboratorio di scrittura diventi un piccolo libro.