

«Sono stato io, sono uscito dal carcere sei mesi fa e non volevo ritornarci». Ha giustificato così la fuga di ieri a Torrevecchia il pirata della strada che a bordo di una Opel Meriva ha travolto un bimbo di 12 anni mentre stava attraversando sulle strisce pedonali.
Si chiama Simone Venditti, ha 38 anni, un passato da tossicodipendente e ha precedenti per rapina e droga. Gli investigatori hanno disposto l'esame tossicologico per appurare se al momento dell'incidente era sotto l'effetto di alcol o droga. Al vaglio anche la posizione della sua compagna, romana 35 anni, anche lei con precedenti, proprietaria della vettura, e che era con l'investitore al momento dell'incidente.
Dubbi sulla posizione della compagna del pirata. Gli agenti del commissariato Primavalle, hanno arrestato l'uomo a casa della compagna, romana, 35 anni, proprietaria dell'auto. Entrambi verranno sottoposti a esami per verificare se fossero sotto effetto di droga o alcol. L'uomo ha precedenti per rapina e reati relativi alla droga. Ieri alcuni testimoni avevano detto che nell'auto c'era una donna con i capelli lunghi.
La compagna del pirata: gli avevo detto di fermarsi. La donna ha raccontando agli agenti: «Io gli avevo detto di fermarsi». Dichiarazioni che però dovranno essere verificate attraverso ulteriori riscontri visto che dalle testimonianze raccolte ieri sembrava che alla guida dell'auto ci fosse una donna.
Rintracciato grazie ai numeri della targa. Alcuni testimoni ieri avevano preso parte dei numeri della targa. Alcuni ragazzi a bordo di scooter avevano anche provato a inseguire l'auto. Ieri un testimone aveva parlato di una donna a bordo della Opel che si sarebbe anche girata a vedere il bimbo dopo l'investimento.
Il bimbo, stava attraversando sulle strisce pedonali, al ritorno dalla scuola quando è stato travolto dall'auto: un rumore assordante, un piccolo corpo che vola per venti metri prima di precipitare sull'asfalto e poi una chiazza di sangue.
Il pirata aveva nascosto l'auto in una siepe in via Sirleto. Insieme alla sua compagna ha un passato legato alla tossicodipendenza. Lo scorso ottobre l'uomo era stato scarcerato, dopo aver scontato tre anni per rapina. «Questo arresto è stato possibile grazie all'impegno degli agenti che si sono dimostrati particolarmente sensibili a questa brutta vicenda - ha spiegato il dirigente del commissariato di Primavalle Domenico Condello - Ci siamo attivati con pazienza, scrupolo e rapidità, fattori che hanno permesso di non perdere elementi importanti». La polizia si era appostata in attesa che l'uomo uscisse per andare a casa della compagna la quale si era barricata all'interno della sua abitazione.
Il bimbo non è ancora fuori pericolo. E' sempre in gravi condizioni il bimbo travolto, mentre stava attraversando sulle strisce pedonali. La prognosi resta riservata: il piccolo, che stava tornando da scuola, è stato operato ieri al Policlinico Gemelli.
Trauma cranico ed emorragie interne. Secondo il bollettino medico del Policlinico il bambino ha riportato un trauma cranico di estrema gravità con ematoma subdurale e altrettanto gravi disturbi respiratori dovuti a importanti emorragie delle vie aeree superiori. Il piccolo paziente è stato sottoposto a intervento neurochirurgico di urgenza nel tentativo di diminuire la pressione endocranica, controllare l'edema cerebrale e fermare il sanguinamento.
Le testimonianze. «Ero dal parrucchiere quando improvvisamente ho sentito un urlo e ho notato la gente che correva verso l'uscita della scuola, mi sono precipitato e ho visto un bambino di circa 12 anni riverso a terra in un lago di sangue. La macchina, dopo aver travolto a tutta velocità il ragazzino, ha proseguito a camminare - ha detto un commerciante della zona - ed è stata inseguita con gli scooter da alcuni giovani che sono riusciti a prendere il numero di targa e a constatare che al volante c'era una donna». «Abbiamo sentito il botto, poi siamo usciti e c'era questo bambino per terra, ridotto piuttosto male. Rispondeva però a volte alle domande e si muoveva. Poco dopo è arrivata la mamma, disperata. Li conosciamo, abitano nella zona». È il racconto della titolare del Maffi bar, nell'omonima via.
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