

VITERBO - (S.C.) I servizi sociali di Viterbo mettono dei paletti all'incontro tra una donna di Oristano e la sua bambina affidata al padre tre settimane fa e trasferita nel capoluogo della Tuscia.
Si arricchisce così di un nuovo capitolo, la difficile vicenda della bimba sarda contesa dai genitori.
Una separazione complessa, una vicenda conflittuale che non sembra ancora essere giunta alla fine. La piccola, che ha da poco compiuto tre anni, viveva con la madre in Sardegna. Ma il padre, residente a Viterbo, è riuscito ad ottenere l'affidamento dal tribunale. La donna che si è opposta con tutte le forze al trasferimento della bambina nella Tuscia ma alla fine ha dovuto cedere e ora chiede di incontrarla.
Vivendo a distanza però, per la donna risulta impossibile riuscire vedere la figlia nei giorni concordati dal giudice.
Come riferito dal sito ''lanuovasardegna.it'', Paolo Mauri e Rosella Lucente, gli avvocati della 38enne sarda, hanno ampiamente contestato l'ordinanza del giudice che aveva incaricato i servizi sociali di predisporre degli incontri protetti tra madre e figlia a Viterbo, indicando anche che i giorni dovessero andare dal lunedì al giovedì, con una durata di due ore la mattina e due ore la sera. Ora però anche i servizi sociali di Viterbo dettano alcune ulteriori condizioni per acconsentire agli incontri.
''Il servizio sociale, che disattende ormai da più di quindici giorni l’ordinanza del giudice che lo obbliga a calendarizzare gli incontri protetti tra me e mia figlia, non ha ancora provveduto a indicare una data'' ha affermato la madre disperata.
Ma non solo, i servizi sociali hanno aggiunto anche una disposizione ancor più restrittiva. ''La funzionaria, seppur consapevole della mia condizione economica e della distanza anche fisica tra me e la bambina - ha concluso la donna - impone che preliminarmente agli incontri protetti mi debba sottoporre ad almeno tre colloqui conoscitivi escludendo qualsiasi contatto con la bimba''. Un provvedimento che non sembra fermare la 38enne di Oristano, decisissima a continuare la battaglia legale per riavere l'affidamento della piccola.