ANNO 16 n° 273
Bianchini: ''Punto
tutto sulla Tuscia''
L'assessore provinciale, candidato con Fratelli d'Italia, illustra il programma
31/01/2013 - 15:47

Flavia Ludovisi

VITERBO – “Basta prendere in giro i viterbesi con la storia dell’aereoporto, l’aereoporto ce l’abbiamo già. Quale? E’ l’olio della Tuscia, il vino, le Terme dei Papi, Civita di Bagnoregio, la necropoli di Tarquinia e via discorrendo. Queste devono essere le priorità, la valorizzazione del territorio e la promozione delle sue ricchezze, e proprio a questo punterò io se dovessi essere eletto consigliere regionale”. Così Paolo Bianchini, già assessore provinciale, questa mattina alla conferenza stampa di presentazione della sua candidatura in Regione con Fratelli d’Italia.

“So - ha precisato Bianchini - che la notizia della mia candidatura non è fresca, era già stata anticipata due settimane fa da Guido Crosetto, ma ci tenevo a rendere note le mie linee programmatiche. Ho aderito al movimento di Fratelli d’Italia perché, come tanti altri, deluso dal centrodestra. Era per me imbarazzante rimanere ancorato a un partito dove nessuno prende decisioni ferme. Ecco perché abbiamo detto basta. E a livello locale lo abbiamo già detto in tanti. Sono 54, infatti, gli amministratori, tra consiglieri, assessori, sindaci e vice sindaci, che ad oggi hanno appoggiato il neo partito di Giorgia Meloni e Guido Crosetto”.

“In tre anni di assessorato – spiega - ho impegnato tutto me stesso raggiungendo risultati importanti e, soprattutto, ho avuto un dialogo diretto con i cittadini. Così sarà se salirò in Regione. Ma non sto qui a promettere che risolverò sicuramente il problema del termalismo, della sanità, delle infrastrutture o che punterò sull’innovazione, sull’ecosostenibilità e sulla tecnologia. Posso promettere, però, che la porta del mio ufficio sarà aperta a tutti e che il primo pensiero sarà rivolto agli interessi e alla valorizzazione di questo territorio. Bisogna intanto incentivare il flusso turistico e esportare i prodotti locali a Roma. Qui c’è un’economia bloccata e l’unico modo per uscire da questa crisi è sfruttare ciò che abbiamo a disposizione”.

“Tre, poi, saranno i temi da affrontare il prima possibile: il lavoro, la sanità e il rapporto con l’Europa. Da assessore ho promosso il progetto ‘Tuscia al lavoro’. Oggi, grazie a quell’iniziativa, 60 persone lavorano nelle aziende del territorio. Se dovessi diventare consigliere lo riproporrò senz’altro. La priorità, infatti, è capire quali sono le professionalità che servono e, di conseguenza, avviare i corsi formativi, altrimenti è inutile. Il problema della sanità, invece, è dovuto alla piena discrezionalità che hanno i dirigenti Asl, ci vuole centralità di acquisti di beni e servizi per evitare lo sperpero di denaro che porta solo a tagli di posti letto e posti di lavoro. Ultimo punto è la questione Europa. Il mio primo impegno sarà quello di riorganizzare l’Ufficio Europa in Regione che è poi la chiave per accedere ai fondi europei. Ho esperienza e conoscenza diretta di questo argomento per far cambiare le cose. In bocca al lupo a me”.

Ma la candidatura in Regione di Bianchini non intaccherà la carica di assessore provinciale come successo a Franco Simeone. “Io non mi dimetto e, tra l’altro, nessuno mi ha chiesto di farlo. La mia situazione è molto diversa rispetto a quella di Simeone, io non mi sono candidato all’ultimo momento e, soprattutto, contro un gruppo che aveva già designato qualcun altro, l’assessore Giuseppe Fraticelli. Se Fraticelli si fosse candidato nessuno gli avrebbe chiesto di lasciare la carica in provincia”.

E per sabato 9 febbraio, intanto, è prevista la visita di Giorgia Meloni a Viterbo.






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