

Bersani non vuole sprecare il successo delle primarie e punta a capitalizzare il consenso ottenuto che lo rafforza dentro e fuori il Pd. Per questo, oltre alla tappa domani in Libia per accreditarsi all'estero, il leader Pd è già al lavoro per 'il governo del cambiamento': nei programmi per andare 'oltre Monti' nelle alleanze per superare le rissossità del passato e nel rinnovamento generazionale a partire dalle primarie per i parlamentari nel caso in cui rimanga il porcellum. All'indomani della vittoria di Bersani alle primarie, il vice segretario Enrico Letta, invita tutti a trattenersi da uno degli sport preferiti del centrosinistra: 'non si cominci ora a fare liste di ministri o di proscrizione'.
Un'altolà a quanti sono tentati, dopo la riuscita delle primarie, a dare per scontata la vittoria alle elezioni e a quanti avrebbero voglia di far sparire Matteo Renzi dai radar per evitare che presenti il conto del suo consenso quando si faranno le liste elettorali. Più che ad organigrammi 'con il manuale Cencelli', Bersani, che oggi ha avuto un lungo incontro a pranzo con Letta e i fidatissimi Vasco Errani e Maurizio Migliavacca, è concentrato sulle parole d'ordine della campagna elettorale e sui compagni di viaggio. L'asse con Nichi Vendola è uscito rafforzato dalle primarie così come il segretario del Pd non vuole perdere la capacità attrattiva del sindaco rottamatore su un elettorato che va oltre i confini del centrosinistra. Ma Bersani non vuole nemmeno chiudere le porte ad un patto di legislatura con i moderati, siano essi Pierferdinando Casini o il movimento di Luca Cordero di Montezemolo anche se, osserva il leader Pd, non è chiaro chi sia ancora alla guida.
Matteo Renzi 'é stato protagonista di questa bella avventura, ci ha messo energia, freschezza, è una risorsa come siamo tutti in questo grande squadrone'. Cosi' il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. 'E' stata una splendida pagina di democrazia, una bellissima avventura: la prossima avventurà è il governo, il governo del cambiamento. Ora ci si mette al lavoro per allestire il programma', ha poi aggiunto.
Quello a cui pensa Pierluigi Bersani in caso di vittoria del centrosinistra alle elezioni è un governo 'del cambiamento' nel senso 'dei contenuti, dei programmi e delle cose da fare' con anche 'una nuova generazione in campo, nuove persone'.
Lo sfidante in queste primarie del centrsinistra, Matteo Renzi, ha scritto: 'E' stato un privilegio accompagnare la vostra speranza e fare questo tratto di strada insieme. Grazie'.
'Chi ha vinto ha l'onore e l'onere di rappresentare anche gli altri, senza alcun inciucio e impiccio'. Lo scrive nella enews Matteo Renzi. 'Chi ha perso deve dimostrare di saper vivere la dignità e l'onore proprio quando la maggioranza sta da un'altra parte' aggiunge. 'Non abbiamo fatto questo lungo viaggio per fondare una correntina dentro il Pd. Neanche se questa correntina ha il 40% dei consensi dell'intero centrosinistra'. 'Noi volevamo governare l'Italia - aggiunge Renzi - Per cambiarla come abbiamo detto fin dal primo giorno. Non ce l'abbiamo fatta. Allora è giusto riconoscere la sconfitta, senza troppi giri di parole in un Paese in cui tutti vincono e nessuno cambia'.
'Noi daremo una mano e per quello che mi riguarda darò una mano da militante del Pd e da Sindaco di Firenze', ha aggiunto Renzi. 'Sono riuscito a non piangere e non era facile. Felice di aver fatto questa battaglia e di averci provato. Faccio i miei complimenti a Bersani, ha vinto lui, nettamente, nessuna discussione sul risultato. A lui il compito di costruire e governare il centrosinistra'.
'Non sono mai stato d'accordo su un'idea di patrimoniale generica che comprendesse anche i patrimoni finanziari, i conti correnti, perché lì penso che la cosa più efficace, per arrivare al risultato, sia appunto la tracciabilità, la trasparenza l'emersione, perché noi abbiamo ancora dei circuiti troppo poco trasparenti. E il primo compito che abbiamo è fare emergere, rendere visibile, abbordabile, tracciabile, la ricchezza che c'é'. Così Pierluigi Bersani risponde a Bruno Vespa in un'intervista a 'Porta a porta' . A Vespa che gli chiede se la parola 'patrimoniale' rischi di spaventare l'elettorato moderato, Bersani risponde: 'Io non ho mai pronunciato queste parole, l'ho detto in un altro modo, spero che sia apprezzata la differenza'. 'Io - ha evidenziato Bersani - ho detto solo: quando c'era da fare l'Imu - e non c'é dubbio che è una patrimoniale l'Imu, pesante, meno pesante, ce l'hanno tutti i Paesi - ho detto: io alleggerirei la prima casa con situazioni di reddito più deboli, affiancando all'Imu una imposta personale sui grandi patrimoni immobiliari'.
Problemi con l'Europa visto che Vendola chiede discontinuità con Monti? Il patto siglato anche con lui 'comprende - ha detto Bersani - sui punti essenziali la cessione di sovranità'. A Vespa che gli chiede 'come pensa di convincere tante persone se Vendola vuole fare il contrario di Monti', Bersani replica: 'Primo: spiego di guardare a pesi e misure'. Vespa lo incalza: 'quindi Vendola è ininfluente?' e Bersani replica citando il patto sottoscritto con lui. Vendola sottolinea Bersani, 'non è affatto ininfluente, ma il patto che abbiamo fatto comprende sui punti essenziali la cessione di sovranità, cioé il fatto che si decida a gruppi congiunti. Se è un discorso serio cercherò di fare anche io un discorso serio'.
'Io continuerò - ha aggiunto il leader del Pd - a sostenere lealmente quella linea di credibilità e rigore che Monti ha portato. Intendo dire che Monti, nelle forme che riterrà, che si vedranno assieme, dovrà continuare a dare un contributo rilevantissimo a questo Paese'. Bersani ha rivendicato di aver 'governato insieme a Ciampi, insieme a Padoa Schioppa, insieme a Prodi, insieme a Visco' e 'non possono non saperlo, come fanno a non sapere che siamo stati noi a portare l'Italia nell'Euro? E secondo loro dobbiamo essere noi a portarla fuori? Guardino il resto del paesaggio politico italiano, valutino, provino a riflettere se non sia il caso di cercare noi per mettere in sicurezza questo Paese...'. 'Monti all'economia, Vendola al Lavoro. Divertente, no?', lo punzecchia Vespa. 'Lei è una persona spiritosa...', replica Bersani.
'Io spero che Renzi voglia partecipare alla nostra discussione, alla nostra vita politica, più di quanto non sia avvenuto nel passato', ha spiegato Bersani in nell'intervista a 'Porta a Porta'. 'Io spero che Renzi voglia partecipare alla nostra discussione, alla nostra vita politica di partito, più di quanto non sia avvenuto in passato', ha aggiunto' Bersani. ' Io - ha proseguito - sono affezionatissimo all'idea che da lì sia venuta una parte rilevante del risveglio di energie che abbiamo avuto, la voglia di guardare avanti, di cambiare, di lasciarsi alle spalle le vecchie cose'. 'Bisogna parlarne con lui - prosegue il segretario del Pd - abbiamo dei luoghi per farlo e possiamo inventarne anche altri. Sto riflettendo per esempio sulla novità che per la prima volta dopo anni e anni personalità, intellettuali, artisti, hanno voluto partecipare alle primarie'. Bersani conferma che nel Pd resterà il criterio di quindici anni come limite alla presenza parlamentare 'salvo deroghe richieste individualmente e votate dalla direzione del partito'.
ANSA.IT