

Il 23 gennaio 2016 Giuseppe Di Gion ha, come ha detto sua figlia Federica, acceso i motori ed è volato in cielo! Una delle figure eminenti della nostra vita di aviatori che iniziò la sua avventura nell'ALE di velivoli leggeri e la terminò da Colonnello Pilota collaudatore di elicotteri, una settimana fa ci ha abbandonati, lasciando di se un imperituro ricordo.
Primo classificato al Corso Piloti, Comandante di Squadrone e di Reparto, presso il primo Rgt. AVES Antares e del quarto Raggruppamento AVES Scorpione, Vice-Comandante Italair a Naqoura in Libano e C.A.S.O. ( Chief Air Staff Offocer) a U.N.I.F.I.L. ( United Nations Interim Force in Lebanon ).
Sua figlia Federica nelle esequie l'ha ricordato emozionando tutti nella basilica di S. Maria della Quercia, gremita di Baschi Azzurri, amici e conoscenti del nostro caro Beppe. Ci sarebbe da scrivere un romanzo su Di Gion ma non voglio dilungarmi perché conosco bene le regole di un giornale e allora riporto una frase di Federica e il mio povero ricordo personale per una persona stimata da tutti!
Così Federica: ''Ciao Papà adorato, sei e resterai la mia vita, il mio eroe. soldato nel cuore e guerriero nell'anima. Un esempio per tutti. Abbiamo passato insieme ogni istante. Ti sei sempre diviso fra cielo e terra e ora hai acceso i motori e volerai di nuovo in alto, nei cieli dove sei abituato a vivere e muoverti, laddove le sofferenze e i dolori che hai sopportato e governato con incredibile forza e dignità sulla terra non ti raggiungeranno mai più ! Ti amo papà!''
E questo è stato il mio ricordo: 'Questa è la vita! L'uomo nasce vive e muore ... e quelli che più amiamo di colpo ci lasciano.
Tutti prima o poi raggiungeremo la ''casa del Padre'', ammessi alla gioia senza fine ... alla vita eterna. Ma quando è il momento del trapasso di qualcuno, la cui vita si è colorata di un sapore speciale, il vuoto in chi rimane diventa cocente e profondo.
Un uomo, un soldato, un pilota ... con queste tre semplici parole, che mi sembra riassumano efficacemente una figura che vorremmo ancora vicina a noi, intendo ricordare brevemente Giuseppe Di Gion! E lui ci sarà sempre vicino per spronarci con la sua non comune competenza professionale, per incoraggiarci con la calma e la pacatezza dei modi, per rasserenarci, specie nei momenti difficili, con la sua cortesia, il suo sorriso, la sua forza innata. Era sereno, riflessivo, di poche e misurate parole, la sua voce suadente induceva, in chi aveva il privilegio di lavorare con lui, pace e serenità. Ho volato molto con lui, soprattutto in voli di collaudo di una certa difficoltà con i CH47C, e il senso di sicurezza che mi trasmetteva era impagabile.
Non l'ho mai sentito alzare il tono della voce, n? fare un gesto che non esprimesse signorilità certa, consolidata e naturale.
E' stato e sarà sempre un esemplare punto di riferimento per tutti coloro che lo hanno conosciuto.
Caro Di Gion, ti voglio ricordare con una frase latina che si legge spesso negli antichi epitaffi e che mi piace molto ''terra levis tibi sit'', la terra sia leggera su di te! Rimane, infatti, nei tuoi cari e nei tuoi amici la speranza cristiana di rivederci un giorno nella ''casa del Padre''.
Col. Vincenzo Rapposelli
ANAE Sezione Gen. F. Muscarà