


SUTRI – Venticinque anni di musica, incontri, interpreti e cultura. Il Beethoven Festival Sutri raggiunge nel 2026 un traguardo prestigioso e celebra la sua XXV edizione con una stagione che, dal 13 settembre al 1° novembre, porterà nella città di Sutri otto appuntamenti di alto profilo artistico.
A fare da cornice alla manifestazione sarà ancora una volta la suggestiva Chiesa Romanica di San Francesco, sede storica del festival, gentilmente concessa dal Fondo Edifici di Culto. Un luogo che negli anni è diventato parte integrante dell'identità della rassegna, capace di unire il valore dell'architettura alla qualità delle proposte musicali.
Il cartellone 2026 propone un equilibrio tra interpreti di fama e giovani musicisti, mettendo a confronto esperienza e nuove energie espressive. Un percorso costruito nel segno dell'eccellenza e ideato e curato, fin dalla nascita della manifestazione, dall'Associazione Amici della Musica di Sutri, sotto la direzione artistica di Anna-Lisa Bellini.
Il festival è organizzato dal Comune di Sutri in collaborazione con l'Associazione Amici della Musica di Sutri, con il contributo della Regione Lazio, Fondazione Carivit, Provincia di Viterbo, Banca Lazio Nord e Agenzia Funebre Fabrizi. La sinergia tra istituzioni, realtà associative e sostenitori consentirà anche quest'anno di mantenere una delle caratteristiche più importanti della manifestazione: l'ingresso gratuito a tutti i concerti, fino a esaurimento dei posti, formula fortemente voluta dall'Amministrazione comunale.

Otto concerti tra Beethoven, grandi classici e nuove generazioni
L'inaugurazione è fissata per domenica 13 settembre, con un appuntamento cameristico di particolare prestigio. Sul palco salirà un trio formato da Carlo Maria Parazzoli, primo violino dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Alfredo Persichilli, primo violoncello del Teatro alla Scala, e dalla pianista Anna-Lisa Bellini. Il programma metterà a confronto il Trio in re maggiore op. 70 n. 1 di Beethoven e il celebre Trio “Dumky” op. 90 di Antonín Dvořák.
Il secondo appuntamento, domenica 20 settembre, vedrà protagonista il Duo Gardel, composto dal fisarmonicista Gianluca Campi, vincitore del Trofeo Mondiale in Portogallo, e dal pianista Claudio Cozzani, interprete dalla consolidata carriera internazionale. Il programma sarà interamente attraversato dal tema della danza, con musiche di Borodin, Hubay, De Falla, Khachaturian, Rachmaninoff, Fazil Say, Frank van der Heyden, Vaja Azarashvili, Guastavino, Piazzolla e Galliano.
Domenica 27 settembre sarà la volta del Duo Maclé, formato dalle pianiste Sabrina Dente e Annamaria Garibaldi, con “Connessioni sonore”, un viaggio nel repertorio per pianoforte a quattro mani. In programma alcune delle più celebri Danze ungheresi di Brahms, tre brani dai Six Morceaux op. 11 di Rachmaninoff e, di George Gershwin, i Tre Preludi, Un Americano a Parigi e la Rhapsody in Blue.
Il 3 ottobre tornerà protagonista Anna-Lisa Bellini, con un recital dal particolare significato simbolico. Direttrice artistica del festival e tra le ideatrici e fondatrici della manifestazione, Bellini proporrà un percorso attraverso l'evoluzione della letteratura pianistica tra Ottocento e primo Novecento, con musiche di Rossini, Chopin, Schumann, Chaminade, Debussy, Glinka e Skrjabin.
Uno spazio importante sarà riservato ai giovani talenti del territorio domenica 11 ottobre, quando sul palco saliranno il clarinettista Leonardo Cilento, il violoncellista Marco Osbat e il pianista Daniele Fontana. Il programma ruoterà attorno a due capisaldi del repertorio cameristico: il Trio in si bemolle maggiore op. 11 di Beethoven e il Trio in la minore op. 114 di Brahms. Completeranno il concerto la Ballade op. 3 n. 1 di Suk e Papillon op. 77 di Fauré per violoncello e pianoforte.
Respighi raccontato attraverso musica e parole
Particolarmente originale sarà l'appuntamento di domenica 18 ottobre, dedicato a Ottorino Respighi a 90 anni dalla sua scomparsa. Il concerto proporrà alcune delle pagine pianistiche più intime e raffinate del compositore, accompagnate da un racconto in prima persona della sua vita.
A costruire questo particolare dialogo tra musica e narrazione saranno il pianista Valerio Premuroso e l'attore Alessandro Castellucci, in un intreccio pensato per restituire al pubblico non soltanto le opere, ma anche la dimensione umana e biografica del compositore.
Il 25 ottobre sarà invece dedicato alla musica da camera tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento. Una proposta di particolare rarità che vedrà l'esecuzione di due Quartetti dall'op. 22 di Viotti e dei Quartetti K 171 e K 285 di Mozart.
A interpretarli saranno quattro musicisti di riconosciuto livello nel panorama concertistico: il flautista Matteo Bonaccorso, il violinista Luigi De Filippi, il violista Nico Ciricugno e il violoncellista Adriano Ancarani.
La chiusura affidata ai giovani della Tuscia
La XXV edizione si concluderà domenica 1° novembre con uno sguardo deciso verso il futuro. Protagonista sarà l'Orchestra Tuscia Harmonia, giovane realtà musicale composta interamente da musicisti provenienti da Viterbo e provincia e diretta dal fondatore Giuseppe Maria Ceccarini.
L'orchestra era stata tenuta a battesimo proprio dal Beethoven Festival Sutri nel 2025 e torna ora sul palco della manifestazione per chiudere simbolicamente il cerchio tra la storia del festival e le nuove generazioni della musica del territorio.
Il concerto si aprirà con pagine di Lully e Johann Sebastian Bach, per poi lasciare spazio a tre giovani solisti: Ludovico Precoma, impegnato nel Concerto in fa minore BWV 1056 di Bach, l'oboista Leonardo Bobboni, interprete del Concerto in re minore di Alessandro Marcello, e il pianista Simone Mechelli, protagonista del Concerto in re minore BWV 1052 di Johann Sebastian Bach.
Con otto concerti, un programma costruito tra grandi nomi e giovani promesse e la conferma dell'ingresso gratuito, il Beethoven Festival Sutri celebra dunque i suoi primi 25 anni guardando al futuro senza dimenticare le proprie radici. Un quarto di secolo nel quale la musica è diventata uno degli strumenti attraverso cui Sutri ha saputo raccontarsi e consolidare il proprio ruolo di punto di riferimento culturale della Tuscia.