

VITERBO – ''Centocinquantaquattro bonifici a favore del signor Franco Fiorito per complessivi 1 milione e 61 mila euro di cui, circa 308 mila, senza causale specifica e 753 mila euro con causale ex articolo 8 legge 14/98 (che disciplina i fondi per i rapporti elettori-eletti dei consiglieri regionali del Lazio, ndr) che appaiono ad oggi sicuramente immotivati''.
E' una delle conclusioni della relazione presentata al gruppo Pdl della Regione Lazio e per conoscenza all'ex capogruppo Francesco Battistoni dagli esperti contabili incaricati il 26 luglio scorso di fare chiarezza nei conti al momento del passaggio di consegne tra Fiorito e lo stesso Battistoni. Le conclusioni sono citate in una integrazione a una relazione presentata alla Procura di Roma nei giorni scorsi, datata 19 settembre 2012, dai legali di Battistoni, gli avvocati Enrico Valentini e Pierfrancesco Bruno.
Nel documento, di 20 pagine, si evidenziano una serie di anomalie: tra queste viene indicata ''una consistente mole di bonifici - si legge nel documento - per un totale di circa 560 mila euro addebitati sui conti bancari del gruppo senza alcuna specifica nello spazio destinato alla causale del pagamento. Sono inoltre presenti numerosi prelievi di contanti, per un importo complessivo di circa 235 mila euro che risultano 'anomali' anche alla luce del vincolo normativo sull'uso del contante''.
E non è ancora tutto: ''Sono state rilevate ricariche, per complessivi 188 mila euro, su 10 carte di credito ricaricabili per le quali non si conoscono né i possessori né la destinazione finale delle somme''.
Secondo gli esperti ''gran parte delle somme, si ripete immotivate, bonificate a favore del precedente capogruppo per circa 314 mila euro sono destinate a cinque conti correnti esteri, accesi in Spagna, presso diversi istituti di credito. E' ragionevole presumere - sostengono i firmatari della relazione - che una volta acquisita la documentazione bancaria ancora mancante la parte delle somme a favore dell'ex capogruppo, ossia Fiorito, possa incrementarsi''.
Gli esperti incaricati da Battistoni, indicano anche l’esistenza di ''due autovetture, di cui una di pregio e grossa cilindrata, intestata al gruppo Pdl di cui si è avuta conoscenza in via del tutto incidentale e che, nonostante i numerosi solleciti non sono state consegnate al gruppo stesso, tanto che sta per essere attivata una procedura giudiziale''.
Le due vetture in questione sono una Bmw modello X5 acquistata per circa 88 mila euro ''detenuta senza alcun titolo presumibilmente dal consigliere Fiorito'', e una Smart Mercedes, modello 451, acquistata al prezzo di 16.600 euro. Nella relazione si sottolinea che per entrambi i veicoli è stato conferito incarico di procedere in via civile per il recupero forzoso.
Intanto, si è appreso che il 18 luglio scorso, i consiglieri regionali ex Forza Italia, scrissero una lettera all’allora capogruppo Fiorito per sollecitare ''un incontro urgente finalizzato a stabilire la linea politica''. Lo stesso giorno, solo poche ore dopo, Fiorito rispose ai consiglieri, inviando la lettera anche alla Polverini, annunciando controlli sulle spese sostenute dal gruppo. Anche questa lettera è stata acquisita agli atti dell'inchiesta.
Il documento è stato depositato dai legali dell’ex capogruppo Francesco Battistoni ai pm titolari dell’indagine. ''Con la presente - si legge nella lettera dei consiglieri spedita precedentemente a quella di Fiorito - si richiede con urgenza, non oltre la seduta del consiglio regionale in programma per la prossima settimana, la convocazione di una riunione del gruppo per stabilire la linea politica e organizzativa''. Il 24 luglio Fiorito fu sostituito al vertice del gruppo Pdl alla Pisana dallo stesso Battistoni.