


BASSANO ROMANO - Una vittoria legale di grande impatto sociale e amministrativo quella ottenuta a Viterbo, dove il Prefetto ha accolto il ricorso presentato contro il Comune di Bassano Romano. Il provvedimento ristabilisce un diritto fondamentale per una signora disabile di 94 anni e per suo figlio, Carlo Leoni, a cui era stata ingiustamente tolta la residenza per una presunta 'irreperibilità'. Un atto che, alla luce delle verifiche, è risultato viziato da cima a fondo.

L'intera vicenda, che ha visto in prima linea anche il supporto dell'Associazione ACDC, ha fatto emergere una gestione amministrativa da parte del Comune definita lacunosa e illegittima. Il decreto prefettizio parla chiaro e smonta punto per punto l'operato dell'ente locale, ordinando l'immediato reintegro anagrafica dei due cittadini.
Nelle motivazioni che hanno spinto la Prefettura di Viterbo ad accogliere il ricorso emergono dettagli pesanti sulle modalità con cui il Comune di Bassano Romano ha portato avanti la cancellazione. Il Prefetto ha infatti rilevato 'manifesti vizi procedurali' e una totale inosservanza delle garanzie di legge.
Tra le note più rilevanti del decreto si evidenziano:
La violazione della Legge 241/90: Mancanza assoluta di trasparenza e rispetto delle norme sul procedimento amministrativo.
Errori nelle notifiche: I cittadini non sono mai stati messi regolarmente a conoscenza degli atti che li riguardavano, violando il loro diritto di difesa.
Mancata comunicazione alla Prefettura: Il Comune non ha fornito alcuna prova dell'invio della necessaria comunicazione di cancellazione (ex art. 11 D.P.R. n. 223/89) agli uffici prefettizi.
L'elemento forse più clamoroso emerso dagli atti riguarda la recidività dell'errore. Il Prefetto ha constatato che il numero della pratica utilizzato dal Comune per questa nuova cancellazione era identico a quello di un provvedimento già annullato nel 2023. In quella precedente occasione, la famiglia aveva già dovuto fare ricorso alla Prefettura, vincendolo. A distanza di tempo, l'amministrazione comunale ha riproposto lo stesso identico iter, incappando nei medesimi vizi di forma e di sostanza.
Il caso si chiude così con il decreto ufficiale che accoglie pienamente il ricorso presentato da Carlo Leoni, anche per conto dell'anziana madre. Una decisione che mette fine a un incubo burocratico e restituisce dignità, tutele e diritti civili a due cittadini che la macchina comunale aveva frettolosamente cancellato.