



BASSANO ROMANO – «Mi hanno venduto un’immobile che oggi non posso utilizzare perché dichiarato inagibile. Sono stata truffata dai colletti bianchi». È un'accusa pesante quella lanciata da Alda Halluni, proprietaria di un immobile nel centro storico di Bassano Romano, incontrata all'uscita del tribunale di Viterbo dopo un'udienza civile relativa alla vicenda che la vede contrapposta ai soggetti coinvolti nella compravendita dell'abitazione.
La donna sostiene di aver acquistato regolarmente l'immobile, confidando nella documentazione predisposta al momento del rogito, salvo poi scoprire, durante i lavori di ristrutturazione, gravi problemi strutturali che avrebbero portato il Comune a dichiarare l'edificio inagibile.
«Sono arrivata da Roma per investire in questo territorio – racconta –. Ho scelto Bassano Romano perché amo la Tuscia, ho investito personalmente insieme al mio compagno centinaia di migliaia di euro e ho avviato anche un'associazione benefica, senza scopo di lucro. Mai avrei immaginato di ritrovarmi in una situazione del genere».

Il sopralluogo dei Vigili del fuoco
La vicenda prende una svolta il 1° agosto 2024, quando è la stessa Halluni a richiedere l'intervento dei Vigili del fuoco per verificare le infiltrazioni d'acqua riscontrate all'interno del proprio immobile di via Mariano Buratti.
Dal rapporto di intervento, successivamente rilasciato dal Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Viterbo a seguito di accesso agli atti, emergono criticità rilevanti.
Nel verbale si legge che nell'appartamento della proprietaria sono stati riscontrati segni di infiltrazioni nei muri perimetrali e nel solaio, mentre negli immobili sovrastanti, disabitati da oltre trent’anni, i tecnici hanno rilevato condizioni di forte degrado: assenza di finestre, solai mancanti in diversi punti, controsoffitti deteriorati, comunicazioni con grotte sottostanti e gravi danni alla copertura.
Per l'ultimo appartamento del fabbricato, i Vigili del Fuoco hanno disposto l'interdizione, constatando l’assenza di solaio ritenendolo non in sicurezza.
Nella relazione viene inoltre indicato che le cause delle criticità sono riconducibili a infiltrazioni d'acqua, incuria e stato di abbandono dei locali da decenni, invitando i proprietari competenti a procedere con urgenza alle verifiche strutturali e agli interventi di messa in sicurezza.
L'ordinanza del sindaco e il ricorso
A seguito del sopralluogo, il sindaco di Bassano Romano ha emanato l'ordinanza n. 43 del 7 agosto 2024, imponendo ai proprietari delle diverse unità immobiliari di eseguire verifiche tecniche e lavori di messa in sicurezza.
Parallelamente è stata inviata anche una diffida ai proprietari degli appartamenti soprastanti affinché provvedano all'esecuzione delle opere previste dall'ordinanza sindacale.
'Ho comprato un’immobile che non posso utilizzare'
Nel corso dell'intervista, Halluni racconta di aver scoperto le criticità soltanto durante i lavori di ristrutturazione.
«Faccio sicurezza sui luoghi di lavoro e appena ho visto quelle infiltrazioni ho capito che c'era qualcosa di molto serio. Ho chiesto l'intervento dei Vigili del fuoco del Comando di Viterbo e da lì è emersa finalmente chiara tutta la situazione, precedentemente taciuta dal venditore.
L’agente immobiliare era al corrente , in quanto svolgeva l’attività di geometra, ed è proprio lui che generò la piantina catastale del 1991. Quanto al notaio vorrei specificare che è il loro professionista di fiducia, e sono stata condotta da lui presso il suo studio di Vetralla, il giorno della stipula dell’atto, con l’auto guidata dall’agente immobiliare».
La donna afferma inoltre che l'immobile sarebbe stato venduto senza i requisiti di agibilità in tutti i sensi. La dicitura specifica dell’ufficio tecnico del Comune di Bassano Romano “l’immobile non può essere utilizzato in mancanza di agibilià”.
Da qui la decisione di intraprendere un'azione giudiziaria nella quale sostiene di essere stata danneggiata non solo economicamente, ma anche personalmente.
'Bassano e la Tuscia meritano di più'
Pur nella durezza della vicenda giudiziaria, Halluni ribadisce il proprio legame con il territorio.
«Ho dedicato anche la mia tesi di master alla valorizzazione della Tuscia. È una terra straordinaria, con un patrimonio storico, culturale ed enogastronomico unico. Continuerò ad amarla, ma chi investe qui deve sentirsi tutelato».
L'obiettivo, spiega, è anche quello di sensibilizzare chi decide di acquistare immobili nei borghi storici.
«Vorrei che la mia esperienza servisse a mettere in guardia altre persone. Prima di comprare è fondamentale verificare ogni aspetto urbanistico e strutturale dell'immobile».
La causa prosegue
L'udienza celebrata in tribunale è stata di natura istruttoria e il giudice si è riservato di pronunciarsi nei prossimi giorni sui primi aspetti della controversia.
Le responsabilità civili e le eventuali conseguenze giuridiche saranno accertate nel corso del procedimento. Al momento, le contestazioni avanzate dalla proprietaria rappresentano la posizione di una delle parti coinvolte nella causa e dovranno essere valutate nelle sedi competenti, nel rispetto del contraddittorio tra tutti i soggetti interessati.
