ANNO 16 n° 273
Basket: Ilco il veleno è nella coda del match
La Stella Azzurra si arrende a Palestrina all'ultimo tiro 79 - 81
02/12/2012 - 21:28

ILCO VITERBO - CITY SEEING PALESTRINA  79 - 81 (19 - 33; 43 - 53; 58 - 62)

Ilco Stella Azzurra Viterbo: Rossetti 18, Ottocento 15, Lucarini ne, Basili 19, Tooselli 13, Giganti  8, Baldelli ne, Meroi, Ripamonti 4, Benincasa 2. All.: Pasqualini.

Palestrina: Baroni 7, Braghese 7, Perna 22, Molinari 13, Omoregie 16, Capotorto ne, Caldiero ne, Brenda, De Gregorio 6, Arioli 10. All.: Longano.

Arbitri: Venturini e Machetti

Note:  parziali: 19 - 33, 24 - 20, 15 - 9, 21 - 19. Tiri liberi: Vt 18/26, Pal 8/17. Tiri da 2: Vt 23/46, Pal 26/43. Tiri da 3: Vt 5/12, Pal 7/21. Rimbalzi: Vt 34 (28 d, 6 o), Pal 29 (18 d, 11 o). Usciti per 5 falli Braghese e Arioli. Espulsi Rossetti e Molinari.

VITERBO -  Condannata dall'ultimo tiro. La Stella Azzurra si arrende a Palestrina (79 - 81) in capo ad un match nervoso, teso, giocato oggettivamente male, ma rimesso in carreggiata più volte attraverso una condotta coraggiosa e grintosa che permette di supplire ad evidenti carenze tecnico - tattiche, rese ancor più gravi dalle assenze di Rogani, Zena e Billi. La gara si decide negli ultimi scampoli: a 2'24' dalla sirena Viterbo è sotto di 6 (73 -79) dopo aver agguantato il primo vantaggio ad inizio di ultimo quarto (63 - 62 dopo 1'51' con un canestro di Ottocento), ma è un fuoco di paglia che dura pochissimo. Gli ospiti piazzano un parziale di 7-0 che sembra la mazzata definitiva per la squadra di Pasqualini.

E invece ruggendo e difendendo con il coltello tra i denti  la Stella Azzurra riesce a ricucire il margine trovando la parità a 4'50' dalla sirena (72 - 72). Gli ospiti provano a scappare ancora una volta con il già citato + 6, ma la Ilco non ci sta e si riporta nuovamente sotto. A 23' dalla sirena conclusiva Basili va a segno da sotto e si guadagna anche un libero aggiuntivo: il tabellone segna 77 - 79. Il numero 10 sbaglia volutamente dalla lunetta e sul rimbalzo il sempre positivo Toselli va a marcare i 2 punti del pareggio.

L'ultimo possesso è degli ospiti, la difesa  dei padroni di casa è aggressiva, probabilmente andrebbe speso un fallo per stroncare definitivamente le velleità dei romani e invece il pallone circola abbastanza bene fino a quando finisce nelle mani di Baroni che scocca la botta vincente. Con la sfera in volo, suona la sirena finale, ma il pallone buca la retina regalando il successo al Palestrina e una cocente delusione ai viterbesi.

 Si dice sempre in tali circostanze che il basket è questo: prendere o lasciare. Ma non sarebbe onesto dimenticare ciò che era accaduto nei primi 3 quarti, soprattutto quello iniziale che poi si  è rivelato decisivo ai fini dell'esito della contesa. La partenza di Viterbo è infatti tutta da dimenticare: 12  a 0 nei primi 3 minuti e primo canestro quando il cronometro segna - 6'25'. E' una sagra dell'orrore più che dell'errore con palle perse malamente, errori marchiani, difesa che definire allegra è solo un eufemismo.

Pasqualini non riesce a trovare il quintetto giusto, si affida alla zona per cercare di limitare lo strapotere ospite, in particolare di Omoregie che nei primi 10' segna ben 12 punti (alla fine il bottino sarà di 16, ma se avesse continuato con gli stessi ritmi il colored sarebbe stato da Nba). La Ilco riesce a limitare il passivo a 14 lunghezze (19 - 33), dopo essere stata sotto anche di 19. Il secondo parziale comincia a segnare la risalita dei viterbesi: con Ripamonti in campo, Pasqualini trova maggiore equilibrio tanto da ridurre all'intervallo lungo il distacco a 10 punti (43-53).

L'inevitabile e inesorabile calo del Palestrina si evidenza ancora di più nel terzo quarto: Ripamonti continua a dare un contributo positivo, il rientro di Toselli permette di vincere la battaglia ai rimbalzi, mentre la zona in difesa (applicata senza interruzione) costringe Palestrina ad miserrimo bottino di 9 punti  a fronte dei 15 siglati dalla squadra di casa. Poi l'epilogo già ampiamente descritto, con l'aggiunta della doppia espulsione di Molinari e Rossetti (e pare pure che i due si siano 'agganciati' negli spogliatoi). Resta di certo l'amarezza per l'esito finale, ma la reazione d'orgoglio del team viterbese avrebbe meritato conclusione diversa, quanto meno la possibilità di giocarsi la vittoria nell'overtime.

Il problema è che non sempre il cuore può bastare a supplire a carenze di base che ormai sono evidentissime. La situazione comincia a farsi piuttosto seria, sicuramente ben al di là delle aspettative della vigilia che parlavano in modo esplicito di un torneo da prime posizioni. Che adesso, invece, sono lontane. Anzi bisogna fare parecchia attenzione ad evitare di cadere nell'ansia della zona retrocessione. Magari sarebbe il caso di mettere mano al roster per cercare un lungo che dia un aiuto più sostanzioso al lavoro del generoso Toselli.

Il finale è ancor più amaro per un diverbio in tribuna tra tifosi che sfocia in una scazzottata che, in tutta sincerità, si sarebbe dovuta evitare. Tanto più che a dare la carica ci si mettono anche coloro che, per ruolo ricoperto, dovrebbero contribuire a spegnere il fuoco piuttosto che attizzarlo. Una brutta pagina che chiude senza gloria una domenica da dimenticare. In tutti i sensi.  






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