

di Domenico Cacciola
VITERBO - È grande l’attesa dei fedeli viterbesi (ma non solo) per la fine dei lavori che hanno interessato la Basilica di Santa Maria della Quercia. Iniziati nel luglio di un anno fa stanno per volgere al termine. Don Massimiliano Balsi, parroco della Basilica non nasconde la soddisfazione per questa impresa di restauro e ripulitura che ha regalato non poche sorprese e soddisfazioni.
''Questo ultimo lotto di lavori – spiega don Massimiliano - è iniziato nel febbraio di quest’anno. Nonostante la scadenza sia fissata per la fine di luglio, posso annunciare che chiuderemo il cantiere con un mese esatto di anticipo. I lavori che stiamo per ultimare sono stati interamente finanziati dalla Fondazione Carivit, che ringrazio, per un totale di spesa di 114mila euro erogati in due tranche. Si è trattato dell’intervento più importante e complesso di un progetto che, una volta riusciti a reperire il resto dei fondi, interesserà per il completamento anche il chiostro e la sagrestia''.
Intervento che, nello specifico, riguardava il restauro degli intonaci di tutta la Basilica e la relativa imbiancatura. ''Gli esperti della Soprintendenza, che sono stati preziosissimi in tutte le fasi dei lavori (la Basilica è monumento nazionale di proprietà dello Stato italiano, ndr) – prosegue don Balsi – hanno rintracciato in una zona del coro (poiché nei secoli meno rimaneggiato) il colore originale risalente alla costruzione della fabbrica. Quindi, siamo stati in grado riproducendolo, di ottenere la stessa originale tonalità di imbiancatura a calce''.
Altri importanti interventi hanno riguardato il ripristino delle cornici in peperino posizionate nelle navate laterali, il ripristino delle cornici a stucco dei quadri che erano state eliminate negli interventi risalenti agli anni settanta. Infine, il riposizionamento delle opere d’arte particolarmente pregiate per datazione e valore, per valorizzarne la visibilità ed il culto.
''Abbiamo intrapreso questa avventura – precisa il parroco – non solo perché molti interventi erano urgenti e necessari, ma anche per essere pronti per le celebrazioni del prossimo anno. Infatti nel 2017 si ricorderanno i 600 anni dalla realizzazione della tegola sacra con l’immagine della Madonna e contemporaneamente il 550° anniversario del primo patto d’amore, a seguito dell’intervento della vergine, per la liberazione della città dalla peste''.
Va ricordato che nel luglio 2015, si era provveduto al restauro ed alla lucidatura del bellissimo pavimento marmoreo (costo 12mila euro) finanziato dalle offerte dei fedeli. Successivamente si era proceduto con la ripulitura, il restauro e la riceratura dello splendido tempietto della Madonna (costo 7mila euro) finanziato in parti uguali da Rotary Club e da due mecenati privati. Ancora, i fedeli della Basilica hanno sostenuto gli oneri finanziari (12mila euro circa) per la ripulitura ed il ripristino della foglia d’oro che arricchisce i magnifici capitelli delle navata centrale, mentre il Sovrano Ordine Militare dei Cavalieri di Malta di Viterbo ha provveduto a sostenere i costi (5mila euro) necessari per il restauro dell’eccezionale crocefisso ligneo risalente al 1400 che ora è tornato al suo posto e si lascia ammirare e venerare come cinque secoli fa.
Una menzione di merito alle professionalità che hanno realizzato questo straordinario e ben riuscito intervento di conservazione: la ditta Lorenzo Petroni di Viterbo per gli intonaci e la verniciatura, la ditta Mauro Vita da Pordenone che ha curato i lavori al tempietto ed ai capitelli ed il restauratore Vittorio Cesetti da Tuscania che, con la sua sapienza, ha fatto rivivere tutta la straziante e dolorosa storia della crocefissione nel manufatto ligneo del 1400. Per completare il progetto che prevede, come detto, il restauro di Chiostro e Sagrestia occorrerebbero ulteriori 80mila euro. Si tratta di interventi relativi agli importanti affreschi della navata centrale di Cesare Nebbia, all’affresco della controfacciata dell’allievo del Ghirlandaio, Angelo Cucciati, e non ultimo l’intero altare maggiore.