

di Domenico Cacciola
VITERBO – ''Teatro dell’Unione, in corso le procedure per l'assegnazione dei lavori di completamento del terzo ed ultimo lotto per i lavori di adeguamento della struttura. Lavori che renderanno fruibili tutti gli spazi interni, dal ridotto al foyer, fino ai camerini e le sale prova. Per gennaio saremo pronti, nel rispetto dell’impegno preso con i viterbesi''. È l’assessore Giacomo Barelli a fare il punto sull’andamento dei lavori dell’Unione. Ma non solo, si parla anche delle linee guida che l’assessore intende sottoporre alla giunta, delle novità in cantiere e di anticipazioni che dovrebbero servire al rilancio culturale e, dunque, turistico di Viterbo.
Dopo aver illustrato l’avanzamento dei lavori che riguardano il terzo e ultimo lotto (per importo di circa un milione di euro), il tema della direzione artistica. Su chi e quando si potrà discutere Barelli non usa mezzi termini: ''La candidatura avanzata dal nostro famoso tenore cittadino Antonio Poli (che ha debuttato in questi giorni all’Opera di Roma in Traviata per la regia di Sofia Coppola, ndr) che ha indicato per l’importante incarico il collega Alfonso Antoniozzi ovviamente piace all’amministrazione e credo che incontri le simpatie non solo degli addetti ai lavori ma un po’ di tutta la città''. ''Si tratta certamente – prosegue – di una figura auspicabile per via della preparazione e del prestigio, ma non va dimenticato che la città ha da offrire altre importanti candidature. Penso, solo per fare un esempio, a Gian Maria Cervo drammaturgo e direttore artistico di Quartieri dell’Arte''.
Tutto questo dà l’idea di una volontà politica che va nella giusta direzione, di un assessorato che ha le idee chiare e vuole fuggire il pericolo di una empasse il cui rischio è di ritrovarsi, alla fine, con l’ennesima cattedrale nel deserto e una montagna di quattrini spesi. Perché tutti sanno, come diceva Eduardo, che il teatro è vita e che per vivere come ogni organismo necessita di linfa. Una linfa vitale costituita da idee, lavoro, professionalità, progetti, formazione, produzione, confronto, spazi e naturalmente denaro.
Sulla questione economica, su come reperire i fondi necessari, fondamentali per il funzionamento del teatro, l’assessore ha le idee altrettanto chiare: ''Pensiamo ad un assetto gestionale sul modello adottato dal teatro Mancinelli di Orvieto. Lì il Comune ha affidato l’incarico ad un associazione che tiene presente anche le realtà teatrali e artistiche locali. Sono consapevole che il progetto sul teatro dell’Unione necessità di fondi importanti, soprattutto costanti e sicuri nel tempo. L’ipotesi di una fondazione è purtroppo da scartare, anche perché la legge Monti impedisce ai Comuni di farne parte. È chiaro che dobbiamo muoverci subito tracciando due linee guida, aspetto economico ed aspetto artistico. Auspichiamo un teatro che possa produrre cultura con sue compagnie stabili di prosa, di canto, di balletto senza dimenticare la concertistica naturalmente''.
''Si lavorerebbe, quindi, - prosegue Barelli - non solo ad una realtà, come tante che ospita ma che crea del proprio inserendosi nel dibattito culturale nazionale e, perche no, internazionale, poiché rivendica una sua identità culturale fatta di idee e progetti di talenti e professionalità, anche imprenditoriali. E questo porterebbe un indotto di centinaia di posti di lavoro, di possibilità di scambi ed aperture col resto del Paese, dell’Europa e del mondo. Si potrebbero coinvolgere associazioni, enti, Università, aprire a collaborazioni artistiche interdisciplinari con realtà a noi lontane. Immaginiamo un teatro aperto tutto l’anno, connesso con Ferento e la sua realtà archeologica. Insomma un occasione unica per fare di questa città non solo un punto di passaggio turistico da fine settimana ma un polo di attrazione di eccellenza in sinergia con tutto il patrimonio che Viterbo e la Tuscia ha da offrire''.
L’assessore Barelli è consapevole che ora si gioca la parte più difficile di una partita fondamentale per il riscatto di questa città. Intende coinvolgere il sindaco, la giunta e la maggioranza in questo importante e impegnativo progetto che, se tutto va come deve andare, a gennaio Viterbo avrà di nuovo il suo teatro.